La scomparsa di Giuseppe Sepe, a soli 53 anni, lascia un vuoto significativo nel panorama dell’edilizia italiana e, in particolare, nel tessuto della ricostruzione post-sisma.
Amministratore delegato della Sepe Costruzioni, impresa napoletana con una profonda vocazione alla riparazione e alla resilienza, Sepe ha dedicato gran parte della sua carriera alla sfida di ridare vita a comunità devastate dai terremoti, lasciando un’eredità di competenza e dedizione che va ben oltre i confini regionali.
Campano d’origine, Sepe ha scelto l’Umbria come terra d’adozione, arrivando nella regione nel delicato periodo successivo al terremoto del 1997.
La sua presenza si è rivelata cruciale in una fase storica complessa, caratterizzata dalla necessità di ricostruire non solo edifici, ma anche fiducia e speranza.
La Sepe Costruzioni, sotto la sua guida, si è rapidamente distinta per la sua specializzazione in interventi di elevata ingegneria, focalizzandosi sulla messa in sicurezza di strutture danneggiate e sulla ricostruzione di edifici pubblici e privati.
L’impegno attuale dell’azienda, e il punto più emblematico del lavoro di Sepe, è rappresentato dal cantiere del municipio di Norcia.
Un intervento di straordinaria complessità tecnica e di profondo significato simbolico, che ha richiesto soluzioni innovative per preservare il patrimonio storico e culturale.
L’installazione di oltre sessanta isolatori sismici, posizionati strategicamente sotto la struttura trecentesca, testimonia la profonda comprensione delle dinamiche sismiche e la capacità di integrare tecnologie all’avanguardia con la tutela del passato.
Questo progetto non è solo un esempio di ricostruzione, ma un manifesto di resilienza, volto a proteggere un simbolo della comunità per le generazioni future.
L’attività della Sepe Costruzioni non si è limitata all’Umbria; l’azienda si è fatta carico di interventi cruciali anche nel cratere sismico delle Marche, contribuendo in modo significativo al consolidamento strutturale e alla ricostruzione di infrastrutture essenziali.
La scomparsa di Giuseppe Sepe segna la conclusione di un capitolo importante nella storia della ricostruzione post-terremoto nel Centro Italia.
La sua visione, il suo impegno e la sua competenza tecnica hanno lasciato un’impronta indelebile, ispirando colleghi e tecnici a perseguire standard di eccellenza e a non arrendersi di fronte alle sfide poste da eventi sismici.
Il suo lavoro è stato un esempio di come l’ingegneria possa coniugare innovazione, sicurezza e rispetto per il patrimonio culturale, contribuendo a costruire un futuro più resiliente per le comunità colpite.
La memoria di Giuseppe Sepe continuerà a vivere nei progetti che ha guidato e nell’impegno dei professionisti che lo hanno conosciuto.






