La scomparsa di Arnaldo Caprai rappresenta per l’Umbria una perdita di inestimabile valore, un vuoto lasciato da una figura imprenditoriale che ha incarnato la lungimiranza e la profonda connessione con il territorio.
L’assessora regionale alle Politiche agricole e al Turismo, Simona Meloni, ne sottolinea l’importanza, evidenziando come la sua visione abbia contribuito in maniera determinante alla consacrazione del Sagrantino come gioiello enologico di fama globale.
Montefalco, e con essa l’intera Umbria, hanno elevato il loro profilo vitivinicolo grazie alla sua opera, posizionandosi come punto di riferimento imprescindibile nel panorama internazionale.
Caprai non fu semplicemente un imprenditore; fu un architetto di un futuro vitivinicolo, capace di fondere l’ancoraggio alle tradizioni con una spiccata propensione all’innovazione.
La sua capacità di bilanciare l’identità locale con un’apertura al mondo ha lasciato un’eredità che trascende i confini dell’impresa stessa.
Il valore generato dal suo lavoro si riverbera a livello economico, culturale e reputazionale, rafforzando l’immagine dell’Umbria come terra di eccellenze, passione e profonda competenza.
Ha saputo interpretare e valorizzare il terroir, trasformando un vitigno autoctono in un’icona di qualità e artigianalità.
La sua opera non si limita alla produzione di un vino straordinario, ma si estende alla promozione del territorio, creando un indotto di attività legate all’agricoltura, al turismo enogastronomico e alla valorizzazione del patrimonio culturale locale.
Caprai ha compreso l’importanza di un approccio integrato, che coniughi la sostenibilità ambientale con la crescita economica e la tutela delle risorse umane.
La sua visione ha contribuito a creare un modello di sviluppo locale, basato sulla qualità, l’autenticità e l’innovazione.
L’assessora Meloni esprime profondo cordoglio alla famiglia Caprai, ai figli e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere il percorso umano e professionale di un uomo che ha scritto una pagina indimenticabile nella storia agricola e vitivinicola dell’Umbria, un esempio di come la passione, la dedizione e la visione possano trasformare un territorio e lasciare un’eredità duratura.
La sua memoria sarà un faro per le future generazioni di imprenditori umbri.






