La scena si ripropone nell’emiciclo legislativo: un nuovo atto di protesta, orchestrato dall’opposizione, che si presenta come un tentativo di amplificare un malcontento percepito, con una chiamata a riunire i propri esponenti per una manifestazione di dissenso sulla manovra fiscale in discussione.
Una dinamica che i gruppi di centrosinistra – Pd, M5S, Avs e Umbria – giudicano, in una comunicazione ufficiale, come una reiterata strategia di strumentalizzazione.
L’iniziativa, che fa seguito a un presidio pubblico in piazza Italia ampiamente insufficiente in termini di partecipazione, è stata definita un’azione irrispettosa nei confronti delle istituzioni, luoghi primari di dialogo e partecipazione democratica.
Il comportamento dell’opposizione è stato etichettato come una manifestazione di scarsa inventiva, incapace di concentrarsi sulle proprie responsabilità e di contribuire in modo costruttivo al dibattito politico.
Il ricorso a cartelli esposti in Aula è stato interpretato come un gesto provocatorio, volto a creare scompiglio e a distrarre l’attenzione dalle questioni reali.
Il centrosinistra lancia un appello diretto all’opposizione, sollecitandola a esercitare il proprio ruolo con serietà e responsabilità, ricordando che la legittimazione a farlo deriva direttamente dal voto dei cittadini umbri, a beneficio dell’intera comunità regionale.
Si contesta l’accuratezza delle informazioni veicolate dalla minoranza riguardo la manovra fiscale, sostenendo che la stragrande maggioranza dei contribuenti umbri – due terzi – vedrà ridurre o mantenere invariata la propria pressione fiscale, grazie all’implementazione della cosiddetta “no tax area”.
Ogni altra cifra o interpretazione viene qualificata come frutto di disinformazione e allarmismo ingiustificato, tesi a creare confusione e a manipolare l’opinione pubblica.
La comunicazione sottolinea, inoltre, un elemento storico significativo: la necessità, un anno precedentemente, di una revisione dell’addizionale Irpef, conseguenza diretta del precedente disastro gestionale causato dalla giunta guidata da Tesei e sostenuta da una maggioranza di centrodestra.
Questo episodio viene richiamato per evidenziare la responsabilità delle precedenti amministrazioni e per contestualizzare le attuali scelte politiche, presentandole come azioni correttive necessarie per la stabilità finanziaria della regione.
La vicenda si configura, quindi, come un monito e una giustificazione delle misure adottate, confermando l’intento di una governance responsabile e attenta al benessere dei cittadini umbri.






