Terni si trova di fronte a una cruciale opportunità di riscatto, un’occasione per riconquistare il ruolo di città universitaria vibrante e dinamica, capace di attrarre talenti, stimolare la crescita economica e rivitalizzare il tessuto urbano, un’immagine sbiadita rispetto al periodo di massimo splendore vent’anni fa.
La perdita di studenti, oggi drasticamente ridotti rispetto a quella stagione di crescita, è il risultato di un complesso intreccio di fattori che hanno visto l’ascesa di Viterbo e Rieti, contrapposta a scelte centralizzate a livello regionale che hanno penalizzato Terni, innescando un esodo di giovani verso le università della Capitale e dell’Alto Lazio.
La Lega, attraverso la mozione promossa dal capogruppo Enrico Melasecche, intende affrontare questa situazione con una strategia binaria e complementare, focalizzata sul potenziamento del polo scientifico-industriale di Pentima e sulla creazione di un Campus Urbano diffuso nel cuore della città.
Questa visione non si limita alla mera offerta formativa, ma si configura come una leva strategica per la rigenerazione economica e sociale, in linea con le migliori pratiche internazionali.
Riconoscendo che il Polo universitario di Pentima, ridotto a una frazione di quanto era un tempo, deve ritrovare la sua vocazione ingegneristica, di ricerca sui materiali e di alta formazione tecnica, la mozione sollecita un rafforzamento della collaborazione con il mondo produttivo, con particolare attenzione all’Ast e alle realtà industriali umbre.
Si auspica un rinnovato sostegno allo sviluppo di laboratori all’avanguardia e percorsi professionalizzanti, come dimostra l’approvazione della proposta di sopralluogo in loco per una valutazione approfondita delle esigenze e delle potenzialità.
Parallelamente, la creazione di un polo umanistico-economico nel centro cittadino, incentrato sul corso di laurea in Economia, rappresenta un tassello fondamentale per l’integrazione dell’università nella vita urbana.
La proposta include l’attivazione di un tavolo di concertazione tra l’Università degli Studi di Perugia, il Comune di Terni, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e gli enti proprietari degli immobili disponibili, tra cui l’ex Banca d’Italia in Piazza Tacito e le ex sedi Inps in Corso Tacito e Via Mancini, aree oggi degradate e abbandonate.
L’obiettivo è valutare l’acquisto di questi spazi, attualmente offerti a condizioni vantaggiose, per ampliare il Dipartimento di Economia, avviare nuovi corsi in ambito giuridico-finanziario e sociale, riaprire la trattativa per il rilancio delle Scienze Motorie e creare servizi dedicati agli studenti, come biblioteche, mense e sale studio.
La visione di un’università moderna implica una presenza capillare nel territorio, un’integrazione che va oltre i confini di un polo periferico, restituendo vitalità, sicurezza, opportunità commerciali e fermento culturale al centro urbano.
Si tratta di una scelta di sviluppo che non può essere limitata alla mera logica accademica, ma deve abbracciare dimensioni urbanistiche ed economiche.
La mozione sollecita inoltre una revisione dei rapporti con l’Ateneo perugino, nell’interesse reciproco, al fine di favorire un più equo riequilibrio territoriale e restituire a Terni il ruolo di polo competitivo a livello regionale e interregionale.
La Regione deve assumere un ruolo attivo, definendo una visione chiara e condivisa che trascenda le logiche di breve periodo.
Il sopralluogo a Pentima segna il primo passo di un percorso che si propone di essere rapido, costruttivo e aperto al contributo di tutte le istituzioni coinvolte.
L’auspicio è che Terni possa riscoprire il suo potenziale come città universitaria, riprendendo un sogno interrotto, quando l’amministrazione Ciaurro, nel lontano 1999, acquistò la palazzina nel parco della ex Foresteria dell’Ast con l’obiettivo di adibirla a sede del Rettorato, della segreteria studenti e di alcuni corsi, un progetto mai concretizzato dalle amministrazioni successive.
La riqualificazione di quell’edificio per il nuovo polo universitario costituirebbe un gesto simbolico e concreto per dare impulso al progetto delineato, un segnale tangibile di rinnovamento e di fiducia nel futuro della città.







