Umbria, ANCI contro il Commissariamento: Difesa delle Scuole a Rischio

L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) dell’Umbria dichiara il proprio pieno sostegno alle iniziative regionali volte a tutelare il sistema scolastico umbro, reagendo alla decisione governativa di introdurre un commissariamento per la gestione del dimensionamento.

Questa azione, definita come un atto di forza da parte dell’ANCI, solleva preoccupazioni profonde per il futuro dell’istruzione in una regione caratterizzata da fragilità territoriali e demografiche.
Federico Gori e Andrea Sacco, rispettivamente presidente e coordinatrice della consulta istruzione di Anci Umbria, sottolineano con forza il valore intrinseco della scuola come pilastro fondamentale della comunità umbra.
Non si tratta semplicemente di istituzioni dedicate all’apprendimento, bensì di presidi essenziali per la coesione sociale, la vitalità economica e la garanzia di servizi di base nei territori più isolati.
In Umbria, dove la presenza di aree interne e piccoli comuni è una costante geografica e sociale, la rete capillare delle scuole assume un ruolo cruciale: essa costituisce un tessuto connettivo vitale che lega insieme famiglie, giovani, imprese e l’intera comunità locale.

Le scuole diventano, quindi, centri di aggregazione, motori di sviluppo locale e, soprattutto, baluardi contro la marginalizzazione e lo spopolamento.

La Regione, consapevole di questa specificità, aveva precedentemente sospeso un piano di accorpamenti scolastici, fermandosi a sette su nove previsti, per preservare la presenza educativa nei comuni più vulnerabili.

Questa decisione è stata presa per comprendere che la riduzione delle dirigenze scolastiche o l’unificazione di istituti in zone già a rischio di abbandono non rappresentano semplici riorganizzazioni amministrative, ma la perdita di un’importante presenza dello Stato e di un servizio fondamentale per le comunità.
L’introduzione del commissariamento, in questo contesto, è percepita come un’imposizione di logiche standardizzate che ignorano le peculiarità geografiche, sociali ed economiche dell’Umbria.

L’ANCI ribadisce con determinazione che la regione non può essere trattata secondo modelli applicati in contesti diversi, richiamando l’attenzione sulla necessità di politiche mirate che tengano conto delle sue specificità.
La difesa del sistema scolastico umbro non è solo una questione di gestione amministrativa, ma una questione di tutela del futuro della regione, della sua identità e della sua capacità di resistere alle sfide dello spopolamento e della marginalizzazione.
Si invoca, quindi, un approccio più sensibile e partecipativo, che coinvolga attivamente le comunità locali nella definizione delle strategie educative.

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