L’Umbria, regione stratificata da una complessa geografia e segnata da profonde fragilità socio-economiche, si trova a un bivio cruciale per il proprio futuro.
Oltre alle sfide strutturali consolidate – la frammentazione territoriale con una miriade di piccoli comuni spesso isolati, le conseguenze ancora palpabili degli eventi sismici e le cicatrici lasciate dalla crisi economica – emerge con forza la necessità di un approccio strategico e inclusivo per rilanciare la crescita e l’occupazione.
In questo contesto, l’iniziativa della Presidente della Regione, Stefania Proietti, di estendere la Zona Economica Speciale (ZES) all’intero territorio regionale assume un significato particolarmente rilevante, trovando il pieno appoggio di Anci Umbria.
L’estensione della ZES non è concepita come una mera operazione politica, bensì come un imperativo economico e sociale.
Una ZES parziale o disomogenea rischierebbe di acutizzare le disparità esistenti, creando nuove divisioni e compromettendo la coesione territoriale.
Al contrario, una ZES regionale abbraccerebbe l’intera regione, offrendo un’opportunità unica per stimolare gli investimenti, incentivare la creazione di posti di lavoro e rendere i territori più attrattivi per residenti e imprese.
Questa visione riconosce le limitazioni infrastrutturali che affliggono l’Umbria e la necessità di un intervento che tenga conto della sua particolare distribuzione degli insediamenti.
Attualmente, un numero limitato di comuni, circa il 40% del totale e una porzione significativa della popolazione regionale, beneficiano degli incentivi previsti dalla ZES.
Questa situazione genera un’ingiustizia evidente, in cui imprese situate in aree confinanti si trovano in condizioni di competitività diverse, penalizzando quelle che operano in aree escluse.
La frammentazione delle opportunità genera distorsioni nel mercato, ostacolando la crescita complessiva della regione.
Anci Umbria sottolinea con chiarezza che l’estensione dei benefici fiscali a tutti i comuni rappresenta una condizione imprescindibile per garantire pari opportunità a tutto il tessuto produttivo regionale.
Le agevolazioni previste dalla normativa – aliquote ridotte per grandi, medie e piccole imprese a seconda dell’ammontare degli investimenti – rappresentano uno strumento potente per attrarre capitali e stimolare la crescita, ma la loro efficacia è massimizzata solo se accessibili a tutti.
Inoltre, è fondamentale considerare l’evoluzione del quadro finanziario europeo, con l’inclusione delle Umbria e Marche nello strumento delle Zone logistiche semplificate e, successivamente, nel plafond nazionale insieme ad altre regioni del centro-sud, un’evoluzione che richiede una visione strategica a lungo termine.
Federico Gori, Presidente di Anci Umbria, esprime l’impegno dell’associazione a collaborare attivamente affinché l’iniziativa della Presidente Proietti possa concretizzarsi, creando una cornice di sviluppo equa e sostenibile.
La sfida è complessa, ma la sua superamento richiede un cambio di paradigma, una visione comune che superi le divisioni territoriali e abbracci l’intera regione.
L’Umbria merita una prospettiva di crescita condivisa, un futuro in cui nessuno venga lasciato indietro, un futuro che rifletta il suo ricco patrimonio culturale e naturale e il potenziale inespresso della sua gente.
È tempo di costruire un Umbria più forte, più coesa e più prospera per tutti.

