Basilicata: Foreste al centro di un modello agroforestale innovativo.

La Basilicata si proietta verso un modello di sviluppo agroforestale innovativo, ponendo al centro la valorizzazione sostenibile del proprio patrimonio boschivo e l’implementazione di strategie di mitigazione del cambiamento climatico.
L’iniziativa, promossa dalla Regione attraverso l’assessore Carmine Cicala, mira all’iscrizione delle Foreste regionali al Registro nazionale dei crediti di carbonio volontario, un passaggio cruciale per innescare un circolo virtuoso di investimenti e tutela ambientale.
Questa decisione strategica va oltre il mero adempimento degli obblighi di legge, aprendo la strada a un’economia forestale diversificata e resiliente.

La foresta, intesa non solo come risorsa naturale ma come fornitore di servizi ecosistemici vitali, offre un potenziale inespresso.

Tra questi, l’assorbimento del carbonio atmosferico assume un ruolo chiave, potendo essere remunerato attraverso il mercato volontario dei crediti di carbonio.
Questo meccanismo permette ai gestori forestali di ottenere un riconoscimento economico per le pratiche di gestione attiva che incrementano la capacità di sequestro della CO2, incentivando interventi di miglioramento e ripristino.
Il quadro normativo a supporto di questa iniziativa è stato definito dal decreto interministeriale congiunto, frutto della collaborazione tra i ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il provvedimento disciplina in dettaglio la Sezione Forestale del Registro nazionale, individuando le attività ammissibili, che spaziano dalla gestione forestale sostenibile al rimboschimento, dall’arboricoltura da legno ai sistemi agroforestali, fino alla valorizzazione dei prodotti forestali a lunga durata.
Queste pratiche, attentamente selezionate, rappresentano un contributo tangibile alla tutela della biodiversità e alla resilienza degli ecosistemi.
La Regione Basilicata rafforza il proprio impegno con un accordo di collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata (Dipartimento Dafe), consolidando un partenariato scientifico fondamentale per la definizione di standard qualitativi e protocolli operativi.

L’intesa punta a diffondere la Certificazione forestale e a promuovere la creazione di un mercato regionale dei crediti di carbonio, creando un ecosistema di competenze e opportunità.

L’analisi condotta congiuntamente tra Università e Regione mira a quantificare i servizi ecosistemici offerti dalle foreste demaniali regionali, definendo metodologie di valutazione rigorose e protocolli di gestione estendibili a soggetti pubblici e privati.
Questa attività di ricerca contribuisce a costruire una conoscenza approfondita del potenziale forestale lucano, fornendo una base solida per decisioni strategiche informate.
Per accedere al Registro nazionale, i progetti di gestione forestale dovranno estendersi per almeno venti anni e saranno soggetti a certificazione da parte di enti terzi accreditati.
La possibilità di cedere i crediti di carbonio generati sarà consentita dopo un periodo minimo di cinque anni dall’avvio del progetto, a condizione dell’iscrizione nel Registro gestito dal Crea.

Questa iniziativa si configura come un investimento a lungo termine per il futuro della Basilicata, capace di attrarre capitali, promuovere una gestione forestale responsabile e rafforzare la sicurezza del territorio.
Foreste sane e ben curate non solo proteggono il paesaggio e la biodiversità, ma contribuiscono anche a costruire comunità più resilienti e a garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire, massimizzando il benessere diffuso tra i cittadini lucani.

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