Mercoledì 7 gennaio, a partire dalle ore 10:00, un nuovo presidio si animerà a Potenza, dinanzi all’accesso delle scale mobili in Piazza XVIII Agosto.
L’iniziativa, promossa congiuntamente dalla CGIL di Potenza, lo SPI CGIL provinciale e la FILT CGIL, si configura come un’azione di richiamo nei confronti della Regione Basilicata, sollecitata a intervenire con urgenza per la salvaguardia di un’infrastruttura cruciale per la vivibilità della città.
La chiusura, dall’1 gennaio, del primo impianto di scale mobili che collega Viale Marconi al centro storico, rappresenta una ferita profonda per la mobilità urbana.
Questo impianto, erede di un’epoca di infrastrutture pensate per collegare aree dislocate in un contesto urbano a forte pendenza, ha raggiunto i 30 anni di vita, limite oltre il quale, secondo la normativa vigente, necessita di un intervento di ammodernamento volto a garantire la sicurezza operativa.
Il costo stimato di tale intervento si aggira sui 6,7 milioni di euro, una cifra che, attualmente, supera le possibilità economiche dell’ente comunale.
La questione trascende, pertanto, la mera gestione comunitaria, richiedendo l’intervento di un soggetto con capacità finanziaria superiore, come la Regione Basilicata.
“La chiusura di quest’impianto non è un problema isolato, ma un sintomo di una visione strategica carente riguardo alla mobilità urbana e alla sostenibilità”, dichiarano i segretari Vincenzo Esposito (CGIL Potenza), Michele Sannazzaro (SPI CGIL Potenza) e Rocco Pace (FILT CGIL).
“Si tratta di un nodo cruciale per la fluidità del traffico, un servizio essenziale per la popolazione anziana, e un elemento imprescindibile per la fruibilità del centro storico, soprattutto durante eventi significativi come la festa patronale e il periodo natalizio, momenti in cui l’impianto assume un ruolo di defaticamento del traffico pedonale e veicolare.
”Potenza, città verticalmente sviluppata, con un ruolo primario a livello regionale e un’importanza strategica per l’intera Basilicata, non può permettersi di rinunciare a infrastrutture vitali per la sua identità e funzionalità.
L’impegno della Regione non deve limitarsi alla mera riparazione, ma deve abbracciare una visione di mobilità innovativa, che tenga conto delle specifiche esigenze di una città complessa come Potenza, valorizzando l’integrazione tra trasporti pubblici, pedonalità e sostenibilità ambientale.
Il presidio del 7 gennaio si pone, quindi, come un appello pressante a favore di una soluzione rapida e duratura, che garantisca la riapertura dell’impianto e ne assicuri la fruibilità per le generazioni future, contribuendo a costruire una Potenza più vivibile, accessibile e connessa.







