Fiamma Olimpica: Emozioni e Memorie in Basilicata

Ieri sera, a Potenza, il cuore pulsante della Basilicata, si è acceso il primo bagliore di un sogno olimpico che proietterà la regione verso l’orizzonte dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.
La Fiamma, portatrice di speranza e spirito di competizione leale, ha intrapreso un viaggio suggestivo, incastonata nel paesaggio aspro e affascinante delle Dolomiti Lucane, un volo angelico tra Pietrapertosa e Castelmezzano, testimonianza di un legame indissolubile tra uomo e natura, tra audacia e tradizione.
Il percorso, che ha attraversato il cuore del capoluogo, ha visto la consegna della torcia alla tedofora Chiara Sabia, un gesto carico di significato e commozione.
Chiara, figlia di Donato Sabia, atleta potentino che ha onorato l’Italia ai Giochi di Los Angeles ’84 e Seul ’88, e tragicamente scomparso a causa del Covid nel 2020, ha incarnato un ponte generazionale, un tributo a un padre e un atleta, un legame indissolubile con la memoria e la passione sportiva.

La sua corsa ha rappresentato non solo un passaggio di testimone, ma un’eredità di valori, di impegno, di resilienza.

La serata si è arricchita della presenza della cantautrice Arisa, che con la sua arte ha contribuito a creare un’atmosfera di festa e di condivisione, amplificando l’eco di questa emozionante esperienza.
Il viaggio della Fiamma non si è limitato al capoluogo, ma ha abbracciato l’intera regione, attraversando il territorio vulcanico del Vulture, con tappe a Melfi, Rionero in Vulture, Venosa, Castel Lagopesole e Pietragalla, rivelando la ricchezza paesaggistica e il patrimonio culturale che contraddistinguono la Basilicata.

Il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha espresso un profondo senso di orgoglio e gioia, sottolineando il valore simbolico di questo evento.
Ha delineato come la Fiamma olimpica rappresenti un potente messaggio di pace, di competizione leale e di eccellenza, valori intrinsecamente legati all’identità lucana.
Bardi ha sapientemente colto un parallelo suggestivo tra la Fiamma e le radicate tradizioni locali, evidenziando come i riti del fuoco, dal rito del falò natalizio alle feste popolari, siano espressione di purificazione, coesione e senso di appartenenza.
Il fuoco, elemento primordiale, ha sempre accompagnato l’identità lucana, alimentando il senso di comunità e l’orgoglio per le proprie radici culturali.
Il Presidente ha inoltre sottolineato l’impegno istituzionale volto a valorizzare non solo i capoluoghi, ma l’intera geografia regionale, un proposito concreto germogliato un anno prima al Festival delle Regioni a Bari.
Questo approccio capillare ha permesso a ogni angolo della Basilicata di partecipare attivamente a questo evento storico.
Bardi ha infine definito l’accoglienza della Fiamma olimpica come un’opportunità unica per mostrare al mondo le inestimabili bellezze naturali e la calorosa accoglienza che contraddistinguono la Basilicata.
Al di là della dimensione sportiva, il messaggio veicolato dalla Fiamma si configura come un invito alla costruzione di un futuro improntato alla pace, alla sostenibilità e alla responsabilità collettiva, un orizzonte condiviso che interpella l’intera comunità internazionale.

Con l’accensione del braciere, la Basilicata ha accolto la Fiamma olimpica con uno sguardo fiducioso verso il futuro, animata dai valori di unità e di speranza che essa incarna.

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