In piena estate calda e asciutta di Istanbul, le proteste contro l’arresto del sindaco Ekrem Imamoglu continuano a prendere piede, alimentando un clima di scontentezza che sembra non avere fine. Queste manifestazioni hanno un ruolo importante nella società turca, dove i cittadini sentono la necessità di esprimere il loro dissenso verso le misure del governo.La città è in fibrillazione, con migliaia di persone che ogni sera si radunano davanti alla sede municipale a Sarachane. Questa tradizione risale alla fine del Ramadan e consiste nell’aprire la porta della moschea per permettere ai fedeli di entrare e fare l’iftar (il pasto del tramonto). È un simbolo di pace, ma nella situazione attuale si è trasformata in un luogo di manifestazione contro l’incriminazione del sindaco.Ma a Istanbul non ci si ferma qui: le proteste sono state organizzate anche ad Ankara, Smirne e altre città turche da 39 partiti di opposizione. Questi ultimi hanno deciso di radunarsi davanti alle loro sedi per esprimere il loro sostegno al sindaco arrestato.Le autorità locali non sembrano intendere risolvere la situazione con mezzi diplomatici: le manifestazioni sono state vietate e, a quanto pare, ci saranno scontri tra i dimostranti e le forze dell’ordine. A conferma di questo, il numero delle persone fermate è salito a 1418. Alcuni giornalisti, tra cui anche un fotografo della AFP (Agenzia France Presse) che è stato arrestato, hanno subito la stessa sorte.La posizione del governo turco appare intransigente. La politica di Istanbul è un argomento delicato per il Partito Popolare Repubblicano dei Turchi (AKP), attualmente al potere nel Paese. Il sindaco Imamoglu ha sempre rappresentato una minaccia a questa maggioranza, tanto che negli ultimi tempi è stato oggetto di varie critiche e opposizioni da parte del governo.L’incidente sembra essere iniziato quando il sindaco era stato accusato di corruzione. Nonostante le sue dichiarazioni pubbliche assicuranti la sua innocenza, la situazione è precipitata rapidamente. Il fatto che siano stati arrestati anche sette giornalisti e oltre 1.400 persone durante le manifestazioni ha solo aggravato ulteriormente il quadro.La politica di un Paese non può essere decisa da una minoranza, ma sembra proprio questo a succedere in Turchia. Il popolo si sente sfruttato e minacciato nella sua libertà. La presenza delle forze dell’ordine per bloccare le manifestazioni è solo uno degli argomenti che stanno generando tensioni tra cittadini e autorità.Il futuro sembra essere incerto, ma la popolazione turca non intende tacere sulla propria voce. Le proteste continueranno fino a quando i loro diritti non saranno tutelati.
Proteste anti governo in Turchia: il sindaco di Istanbul arrestato.
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