martedì 3 Febbraio 2026

Michele Gai, 110 anni: un secolo di storia e resilienza.

Michele Gai, un uomo che incarna la resilienza e la longevità, celebra oggi l’impressionante traguardo dei 110 anni.
Figura di spicco nel panorama ligure, si distingue come la persona più longeva della regione e seconda a livello nazionale per età, un primato che lo proietta nell’affascinante sfera della scienza della longevità.
La sua storia, intessuta di esperienze e cambiamenti, offre una finestra sulla vita di un’epoca e solleva interrogativi sulla salute, l’invecchiamento e il benessere psicofisico.

Nato a Torino il 23 dicembre 1915, Michele Gai ha attraversato un secolo di trasformazioni sociali, politiche ed economiche, testimoniando eventi cruciali che hanno plasmato l’Italia moderna.
La sua carriera professionale, inizialmente incentrata sulla gestione di una tabaccheria e successivamente dedicata al commercio di generi alimentari, riflette l’evoluzione del tessuto commerciale e delle abitudini di consumo nel corso del tempo.
Attualmente residente nella casa di riposo Quaglia di Diano Castello (Imperia), Michele Gai ha scelto questa struttura non come segno di debolezza, ma come atto di consapevolezza e di cura di sé.

La decisione, presa in piena lucidità intorno al centenario, testimonia una visione matura dell’invecchiamento, che privilegia la sicurezza e il supporto sociale, pur mantenendo intatta la propria autonomia e vitalità.
La pronipote Sara Grosso, custode preziosa della sua memoria, sottolinea l’assenza di discendenza diretta, un fattore che rende ancora più significativo il suo percorso.
Nonostante questo, il suo spirito rimarrà un’eredità immateriale, un faro per chi cerca ispirazione e saggezza.

La vita di Michele Gai è un mosaico di passioni e interessi.

L’amore per lo sport, seguito con fervore davanti allo schermo televisivo, si intreccia con la passione per la lettura, che lo accompagna instancabile, e con l’abilità nel gioco delle carte, fonte di socializzazione e divertimento.
La sua sete di conoscenza si manifesta nell’apprezzamento per la biblioteca della casa di riposo, quasi completamente esaurita.
Un elemento singolare e degno di nota è la sua abilità di guidare un’auto, mantenuta fino all’età considerevole di 104 anni.

L’impossibilità di continuare a guidare, imposta dalle restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, ha rappresentato una perdita significativa, ma non ha intaccato la sua determinazione e il suo spirito indomito.
Alle 15:00, la comunità della casa di riposo si riunirà per celebrare questo straordinario compleanno, un evento che simboleggia non solo la longevità di un uomo, ma anche la ricchezza di una vita vissuta appieno e la capacità di affrontare le sfide con dignità e ottimismo.
La sua esistenza rappresenta un prezioso contributo alla ricerca sulla senescenza e un esempio tangibile di come uno stile di vita attivo, una mentalità positiva e una forte connessione sociale possano contribuire a una vita lunga e significativa.

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