Il primo giorno lavorativo dopo le festività natalizie vede i servizi di emergenza-urgenza liguri sotto pressione, con un quadro di affollamento che riflette le sfide strutturali e le dinamiche sanitarie emergenti.
Circa il 54% dei tredici pronto soccorso regionali risultano “molto affollati”, un dato che segnala un’impennata nella domanda di assistenza medica e che mette a dura prova la resilienza del sistema sanitario ligure.
L’attesa di dati ufficiali riguardanti i contagi influenzali non diminuisce la gravità della situazione, sebbene l’implementazione di un piano regionale mirato a mitigare l’afflusso di pazienti ai pronto soccorso denoti un tentativo proattivo di gestione dell’emergenza.
L’analisi dei dati, resa disponibile tramite il portale “PSlive” della Regione Liguria, evidenzia la criticità in diverse aree geografiche.
A Genova, il Galliera registra un carico di 88 pazienti in cura e 19 in attesa, mentre l’Evangelico di Voltri gestisce 27 pazienti in cura con 3 in attesa.
Savona, con il San Paolo, presenta 35 pazienti in cura e 4 in attesa.
La provincia imperiese, in particolare, rivela un quadro allarmante con il Borea di Sanremo che si trova a gestire 40 pazienti in cura e 16 in attesa, e lo Saint Charles di Bordighera con 9 pazienti in cura e 10 in attesa.
Anche lo Spezzino, con il Sant’Andrea e il San Bartolomeo di Sarzana, registra un’elevata pressione con rispettivamente 23 pazienti in cura e 14 in attesa, e 26 pazienti in cura e 4 in attesa.
Questi numeri non solo quantificano l’affollamento, ma suggeriscono anche un potenziale impatto sulla qualità dell’assistenza e sui tempi di attesa per i pazienti.
Contemporaneamente, si è registrato un significativo ricorso alle strutture di prossimità per la gestione di patologie a bassa complessità.
Un totale di 3.203 accessi ha coinvolto case della comunità, ambulatori medici e studi medici che hanno garantito continuità assistenziale durante i giorni festivi, contribuendo a intercettare un flusso di pazienti che altrimenti si sarebbe riversato sui pronto soccorso.
Questa rete di strutture di prossimità, rafforzata dalla disponibilità di medici di medicina generale, ha rappresentato una strategia fondamentale per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere di emergenza e per garantire un accesso più rapido all’assistenza per le patologie meno urgenti.
Le aperture straordinarie hanno continuato anche nel giorno dell’Epifania, a testimonianza dell’impegno continuo nel fornire risposte sanitarie adeguate alla popolazione.
L’Assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, ha sottolineato l’importanza di questo sforzo collettivo, evidenziando come la disponibilità di strutture dedicate alla gestione di patologie a bassa complessità abbia permesso di prendere in carico migliaia di persone e di limitare l’afflusso ai pronto soccorso.
Questa iniziativa, frutto della collaborazione tra diverse aree della Regione, è stata resa possibile anche grazie alla garanzia della disponibilità di medici di medicina generale, essenziali per fronteggiare l’influenza che sta raggiungendo il suo picco stagionale.
Nicolò ha ricordato inoltre la presenza di ambulatori di prima accoglienza attivi nell’area metropolitana genovese, presso l’ospedale Gallino di Genova Pontedecimo e l’ospedale Micone di Genova Sestri Ponente, offrendo un accesso diretto per codici a bassa complessità e contribuendo a reindirizzare i pazienti con necessità meno urgenti dai pronto soccorso, ottimizzando così le risorse e garantendo un’assistenza più efficiente per tutti.
La situazione richiede un’attenzione continua e una riflessione più ampia sulle strategie di gestione dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema sanitario e di garantire un accesso equo e tempestivo all’assistenza per tutti i cittadini liguri.







