domenica 11 Gennaio 2026

Sentenza storica: Tribunale riconosce identità di genere a un tredicenne.

La recente sentenza del Tribunale della Spezia ha segnato una pietra miliare nel panorama giuridico italiano, riconoscendo ufficialmente l’identità di genere di un giovane di tredici anni, nato con caratteristiche fisiche femminili ma profondamente consapevole della propria identità maschile.
Questa vicenda, che ha coinvolto una famiglia residente in una provincia ligure, evidenzia la crescente sensibilità verso le questioni di identità di genere e la complessità dell’evoluzione psicologica durante l’adolescenza.
Il percorso intrapreso da Giulio (nome fittizio), documentato da importanti testate come il Resto del Carlino e il Corriere della Sera, è iniziato anni prima, nel 2021, quando la sorella gemella fu la prima a cogliere i segni sottili di una crescente mascolinità nel fratello.
Un’osservazione precoce, che ha aperto la strada a una graduale accettazione e supporto da parte dell’intera famiglia.
La madre e il padre, seguendo l’intuizione della figlia, hanno accompagnato Giulio in un percorso di scoperta e accettazione di sé, un viaggio interiore che lo ha portato a definire la propria identità al di là delle indicazioni biologiche iniziali.
La decisione del Tribunale della Spezia non è stata presa alla leggera.

È il risultato di un esame approfondito che ha considerato non solo la richiesta dei genitori, ma soprattutto il percorso psicoterapeutico intrapreso dal giovane.

I giudici hanno valutato con attenzione la costanza delle terapie, il loro esito positivo e la capacità dimostrata dal ragazzo di gestire le sfide sociali derivanti dal processo di transizione.
L’avvocato Stefano Genick, che ha assistito la famiglia, ha sottolineato come la decisione sia basata sulla “piena consapevolezza” del ragazzo rispetto all’incongruenza tra il corpo e la sua identità esperita.
La sentenza, che rettifica l’atto di nascita e riconosce ufficialmente Giulio come maschio, rappresenta un caso significativo: è il più giovane in Italia ad aver portato a termine un percorso di transizione di genere, da femminile a maschile, con il pieno riconoscimento legale.
Questo evento solleva interrogativi importanti sul ruolo dello Stato di fronte alla complessità dell’identità di genere, sulla necessità di un approccio sensibile e inclusivo nei confronti dei minori che esprimono una diversa identità rispetto al sesso assegnato alla nascita, e sull’importanza di garantire loro il diritto di vivere in armonia con il proprio vissuto interiore, promuovendo una conciliazione tra l’immagine corporea e la percezione di sé, fondamentale per il benessere psicologico e la realizzazione personale.

La vicenda di Giulio, quindi, non è solo una storia personale, ma un monito e un’opportunità per ripensare il ruolo della legge e della società nell’accogliere la diversità umana.

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