venerdì 9 Gennaio 2026

Pronto, residente e con il supporto per i più ampia ed adeguata ed mirata.

La sanità ligure affronta un inizio d’anno denso di sfide, con i pronto soccorso sotto pressione a causa di un afflusso di pazienti che mette a dura prova la resilienza del sistema.

A metà giornata del primo giorno successivo alle festività, ben il 54% delle tredici strutture regionali risulta “molto affollata”, un dato che riflette una situazione di criticità diffusa e che prelude a una potenziale escalation se non gestita con efficacia.
Sebbene i dati ufficiali relativi agli accessi legati all’influenza siano ancora in elaborazione, la Regione Liguria ha prontamente implementato un piano d’intervento per mitigare l’impatto sul sistema di emergenza.
L’emergenza si manifesta con particolare intensità in diverse aree.

A Genova, il Galliera registra un carico di lavoro significativo, con 88 pazienti in cura e 19 in attesa, mentre l’Evangelico di Voltri gestisce 27 pazienti e 3 in attesa.

Savona, con il San Paolo, e l’Imperiese, con il Borea di Sanremo e il Saint Charles di Bordighera, presentano situazioni analoghe, così come la Spezia (Sant’Andrea e San Bartolomeo di Sarzana).
La disparità nei numeri, tuttavia, non diminuisce la gravità complessiva dello scenario.
In parallelo all’emergenza nei pronto soccorso, la Regione ha mobilitato una rete di strutture territoriali per alleggerire la pressione ospedaliera.

Nelle case della comunità, negli ambulatori medici e negli studi medici aperti durante le festività, si sono registrati 3.203 accessi per pazienti con patologie a bassa complessità, in particolare per sintomi influenzali.

Questa risposta capillare ha dimostrato l’importanza di un modello di cura che integri l’assistenza specialistica con quella primaria, orientando i pazienti verso percorsi appropriati e riducendo il ricorso al pronto soccorso.

“Questi numeri testimoniano l’impegno profuso per garantire l’accesso alle cure a migliaia di persone,” dichiara l’Assessore alla Sanità Massimo Nicolò, sottolineando il ruolo cruciale delle strutture territoriali nell’intercettare le esigenze sanitarie della popolazione.

La strategia di rafforzamento dell’assistenza primaria si è rivelata uno strumento efficace per deviare i flussi di pazienti verso percorsi alternativi, contribuendo a preservare la capacità di risposta dei pronto soccorso per le emergenze più urgenti.
L’Assessore Nicolò ribadisce l’importanza di una gestione proattiva della diffusione dell’influenza, che ha raggiunto il suo picco stagionale.
In quest’ottica, la Regione ha intensificato la collaborazione con i medici di medicina generale, garantendo la loro disponibilità per supportare la popolazione.
Per l’area metropolitana genovese, sono stati potenziati i servizi di prima accoglienza all’ospedale Gallino di Genova Pontedecimo e all’ospedale Micone di Genova Sestri Ponente, con orari estesi per facilitare l’accesso diretto e immediato dei pazienti con codici a bassa complessità.
Queste iniziative mirano a creare un sistema sanitario più resiliente, capace di rispondere efficacemente alle sfide poste dalle epidemie stagionali e di proteggere la salute della comunità ligure.
L’obiettivo primario resta quello di garantire l’accesso alle cure appropriate, ottimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili e preservando la funzionalità del sistema sanitario nel suo complesso.

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