giovedì 5 Marzo 2026

Alessandria: Locale chiuso per 60 giorni dopo una notte di violenza.

Il provvedimento drastico del Questore di Alessandria, Sergio Molino, che ha disposto la sospensione per sessanta giorni della licenza di un locale situato nel territorio provinciale, a Bosco Marengo, rappresenta l’apice di una spirale di violenza e illegalità che ha progressivamente eroso la sicurezza e la tranquillità della comunità locale.
L’atto, motivato da una serie di segnalazioni precise e dettagliate fornite dai Carabinieri della Compagnia di Alessandria, non è un evento isolato, bensì la conseguenza di un quadro preoccupante che si è consolidato nel corso del tempo.

La decisione del Questore non si fonda solo sugli ultimi, gravi episodi di violenza verificatisi nelle ultime settimane, ma tiene conto di una cronologia di criticità preesistenti, che hanno progressivamente amplificato la gravità della situazione.

Dall’inizio del 2025, i militari dell’Arma hanno ripetutamente dovuto intervenire per gestire risse, danneggiamenti e reati contro la persona, manifestando un progressivo deterioramento dell’ordine pubblico all’interno del locale.

L’episodio più recente, culminato in una rissa particolarmente violenta che ha visto coinvolti circa venti avventori, ha rappresentato un punto di rottura.

Le numerose chiamate al 112, testimonianza della gravità del tumulto, hanno richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

La fuga disperata di quattro ragazzi alla vista dei Carabinieri, e le conseguenti lesioni riportate da alcuni partecipanti, inclusi gli addetti alla sicurezza – ferite lacero-contuse, graffi ed escoriazioni che hanno richiesto certificazioni mediche con prognosi di guarigione in ventuno giorni – evidenziano la natura aggressiva e incontrollata degli scontri.

L’analisi della scena ha rivelato ulteriori elementi di allarme: bastoni, un paletto di recinzione divelto e un’autovettura danneggiata, tutti strumenti utilizzati durante la rissa.
La presenza di pietre all’interno dell’autovettura di uno dei fermati suggerisce un’organizzazione pregressa e una potenziale pianificazione degli atti violenti, sollevando interrogativi sulle responsabilità e sui possibili fattori scatenanti.
Questo provvedimento sospensivo, che va oltre le sanzioni precedentemente applicate, sottolinea la determinazione delle autorità nel contrastare il fenomeno della criminalità e nel riaffermare il diritto alla sicurezza dei cittadini.

La sospensione della licenza, oltre a fornire un periodo di riflessione e di possibile revisione delle procedure operative da parte del locale, mira a disincentivare comportamenti analoghi e a restituire alla collettività un ambiente sicuro e vivibile, ripristinando la fiducia nelle istituzioni e nel rispetto delle regole di convivenza civile.

L’episodio invita, inoltre, a un’indagine più approfondita sulle dinamiche sociali ed economiche che possono aver contribuito a creare un contesto favorevole all’escalation della violenza.

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