Nella notte, intorno alle 3:00, un tentativo di sabotaggio di un bancomat con esplosivo ha scosso la quiete di Bruino, nel Torinese.
L’azione, sventata prima di poter raggiungere l’obiettivo finale, ha visto i presunti autori dileguarsi a bordo di un veicolo di grossa cilindrata, sfuggendo al controllo di una pattuglia dei carabinieri.
L’evento, fortunatamente, non ha provocato feriti e non ha comportato la sottrazione di denaro.
L’azione criminale rientra in una pericolosa escalation di attacchi a sportelli bancomat che sta interessando il Piemonte e le aree limitrofe.
Gli investigatori ipotizzano l’utilizzo della tecnica della “marmotta”, una strategia consolidata che prevede l’impiego di esplosivo a bassa potenza per forzare lo sportello e compromettere la sua integrità strutturale, facilitando la sottrazione del denaro.
Questa metodologia, già ampiamente documentata, sottolinea una pianificazione e una professionalità crescente nell’esecuzione di questi crimini.
L’episodio di Bruino rappresenta il sesto tentativo registrato nel corso di questo mese solo nel Torinese.
Un’analisi retrospettiva rivela una serie di azioni simili risalenti alla fine di novembre e all’inizio di dicembre, che si sono estese a diverse località, tra cui Lagnasco (Cuneese), Carmagnola, Volvera e Piscina (Torinese).
La mappa degli attacchi si allarga ulteriormente includendo il Novarese (Cerano, Trecate e Cressa) e le aree di confine tra le province di Alessandria e Cuneo, suggerendo una rete criminale operante su un ampio territorio.
In alcuni dei casi precedenti, la compromissione dello sportello ha permesso ai malviventi di sottrarre somme di denaro considerevoli, quantificabili in diverse decine di migliaia di euro.
Questa capacità di operare con successo in diverse località indica un’organizzazione ben strutturata, forse con collegamenti transregionali, e una conoscenza approfondita delle tecniche di sicurezza e delle vulnerabilità degli sportelli bancomat.
Le indagini, condotte dalle forze dell’ordine, sono attualmente focalizzate sull’accertamento della connessione tra gli episodi, con l’obiettivo di identificare i responsabili e smantellare la o le organizzazioni criminali coinvolte.
L’ipotesi di più gruppi indipendenti, ognuno specializzato in diverse fasi dell’operazione (ricognizione, preparazione dell’esplosivo, esecuzione), è al momento in esame.
I carabinieri della compagnia di Venaria Reale stanno coordinando le indagini, raccogliendo testimonianze, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e conducendo perquisizioni mirate per rintracciare i colpevoli e prevenire ulteriori aggressioni.
Il rafforzamento delle misure di sicurezza, sia da parte degli istituti bancari che da parte delle forze dell’ordine, appare cruciale per contrastare efficacemente questa nuova ondata di criminalità.


