giovedì 15 Gennaio 2026

Casale Monferrato: un modello virtuoso contro l’amianto.

Casale Monferrato, un nome divenuto sinonimo di impegno e innovazione nella gestione di un’emergenza ambientale complessa: la presenza pervasiva dell’amianto.

Lungi dall’essere una semplice città, Casale rappresenta un laboratorio a cielo aperto, un modello virtuoso nato dalla dolorosa esperienza di aver subito in modo particolarmente acuto le conseguenze della sua nocività.
Il sindaco Emanuele Capra sottolinea come questa consapevolezza tardiva, seppur conseguita a caro prezzo, abbia catalizzato un’azione amministrativa e comunitaria senza precedenti.

La storia di Casale non è un caso isolato; è il fulcro di un’area di interesse nazionale, un’entità complessa che abbraccia 48 comuni, estendendosi per un territorio di oltre 73.000 ettari tra Alessandria, Vercelli e Asti.

Questa leadership non è dettata da una mera posizione geografica, ma da un approccio strategico volto a coordinare risorse, competenze e protocolli operativi per affrontare un problema che trascende i confini comunali.
La chiusura dello stabilimento Eternit, decenni fa, ha segnato l’inizio di una lunga e impegnativa fase di riconversione e bonifica.

Un percorso non solo di rimozione fisica del materiale, ma anche di profonda trasformazione culturale e di investimento in nuove tecnologie.
L’intervento non si è limitato agli edifici pubblici, ma si è esteso a una capillare indagine e bonifica delle coperture private e, soprattutto, ai cosiddetti “siti di polverino”, aree spesso marginali e dimenticate, dove l’amianto si è depositato in modo particolarmente insidioso.

I numeri parlano chiaro: oltre 1,8 milioni di metri quadrati di amianto rimossi e sostituiti, equivalenti a 51.000 tonnellate di materiale pericoloso confinate in discariche autorizzate.

Questa impresa titanica è stata resa possibile grazie a un sistema di contributi e incentivi che ha incentivato la partecipazione dei cittadini e delle imprese, culminato nell’esaurimento completo delle graduatorie di richieste.
L’istituzione del servizio di ritiro “porta a porta” ha rappresentato un ulteriore passo avanti, facilitando lo smaltimento sicuro di amianto proveniente da piccole superfici e abitazioni private.
L’impegno non si ferma qui.

La bonifica dei siti di polverino, un’operazione complessa e delicata, sta per concludersi con successo.

Mentre la maggior parte di questi siti sono già stati trattati, un programma intensivo sta per essere implementato nei prossimi mesi, con l’obiettivo di completare la bonifica entro l’anno successivo, garantendo la sicurezza di un territorio intero.

L’esperienza di Casale Monferrato offre lezioni preziose per altre comunità che si trovano ad affrontare sfide simili.

Non solo dimostra la fattibilità di un intervento di bonifica su larga scala, ma sottolinea anche l’importanza della leadership politica, della partecipazione attiva dei cittadini e dell’innovazione tecnologica come elementi chiave per trasformare una tragedia in un’opportunità di sviluppo sostenibile e di tutela della salute pubblica.

Il modello casalese si configura come un patrimonio di conoscenze e competenze da condividere, un esempio tangibile di come, anche di fronte a un’emergenza ambientale di tale portata, sia possibile costruire un futuro più sicuro e resiliente.

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