martedì 10 Marzo 2026

Ex Ilva, Piemonte al limite: tensioni e ruolo chiave dello Stato

La questione relativa al futuro dell’ex Ilva, e in particolare degli stabilimenti piemontesi, continua a generare tensioni e richiede un intervento governativo mirato.

A margine di un collegamento video tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le istituzioni locali piemontesi, il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, ha riassunto le dichiarazioni del ministro Adolfo Urso, fornendo un quadro complesso di una situazione delicata.
L’auspicio di una riconvocazione del tavolo di crisi a Palazzo Chigi, ritenuta dai sindacati una condizione imprescindibile per la sospensione delle proteste, sembra essere sul tavolo negoziale.
Urso ha infatti espresso la sua disponibilità a valutare attentamente la situazione in concerto con gli altri membri del Governo, preannunciando che una volta completate queste verifiche, la ripresa del dialogo sarebbe una conseguenza logica e auspicabile.

Il ruolo dello Stato in questa fase transitoria, cruciale per la tutela dei lavoratori e per la salvaguardia del patrimonio industriale, è stato enfatizzato dal primo cittadino.
La presenza istituzionale non deve essere percepita come un’ingerenza, bensì come un sostegno necessario per superare le difficoltà e garantire una transizione ordinata verso un futuro sostenibile.

Un elemento concreto di questo sostegno è rappresentato dallo stanziamento di 128 milioni di euro sancito dall’ultimo decreto.

Tuttavia, il ministro ha anche dovuto constatare che, a causa delle normative europee, l’allocazione di risorse aggiuntive in questa fase è attualmente limitata.

Pur sottolineando questa difficoltà, Urso ha lasciato intendere che la possibilità di un ulteriore intervento statale non è da escludere in futuro, qualora le circostanze lo richiedessero.
Nel frattempo, la mobilitazione sindacale prosegue in maniera costante.

Maurizio Cantello, esponente della Fiom Cgil, ha confermato la persistenza del presidio permanente all’ingresso merci dello stabilimento di Strada Bosco Marengo, attivo sin dal 2 dicembre.
La partecipazione, caratterizzata dalla presenza combinata di lavoratori in cassa integrazione e lavoratori a termine, assicura una presenza media di circa trenta persone, testimoniando la determinazione dei lavoratori a tutelare i propri diritti e a garantire la continuità operativa degli stabilimenti.
La situazione, dunque, rimane in bilico, sospesa tra l’auspicio di un dialogo costruttivo e la necessità di azioni concrete per garantire la stabilità occupazionale e il futuro dell’area industriale.
Il ruolo dell’intervento statale, in questa complessa partita, si preannuncia determinante.

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