sabato 7 Marzo 2026

Sequestrati 3 milioni alla mafia piemontese-calabrese

Un colpo durissimo all’ingranaggio finanziario che alimenta la criminalità organizzata piemontese è stato inferto con un complesso sequestro preventivo di beni, stimato in oltre tre milioni di euro, orchestrato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Torino in collaborazione con la Questura di Alessandria.
L’operazione, di portata eccezionale per l’area alessandrina, segna un punto di svolta nell’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale, strumento cruciale nella lotta alle mafie.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Torino – sezione specializzata in misure di prevenzione – rappresenta l’esito di un’indagine capillare e complessa, nata dalla necessità di aggredire non solo i responsabili diretti di attività illecite, ma anche i beneficiari indiretti, coloro che, occultando la reale proprietà di beni e risorse, ne traggono vantaggio.

Al centro dell’attenzione è finito un pregiudicato alessandrino, già gravato da condanne definitive per una vasta gamma di reati gravissimi, che spaziano dall’associazione a delinquere, il riciclaggio di denaro sporco, l’estorsione ai danni di commercianti e imprenditori, fino al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e alla detenzione illegale di armi e materiale esplosivo.

Il sequestro ha interessato un variegato portafoglio di asset: otto proprietà immobiliari di pregio, tre società commerciali operanti in settori strategici, una vasta gamma di beni mobili registrati (veicoli di lusso, imbarcazioni, opere d’arte) e ventuno rapporti finanziari, conti correnti e investimenti, tutti riconducibili, anche se in modo fittizio, al soggetto colpito e alla sua rete familiare e di prestanome.
L’indagine, che ha richiesto un intenso lavoro di analisi dei flussi finanziari e dei rapporti economici, ha inoltre svelato connessioni significative con ambienti della ‘ndrangheta, criminalità organizzata calabrese con ramificazioni operative nel Nord Italia, evidenziando una pericolosa convergenza di interessi e risorse.
Le operazioni di polizia giudiziaria sono state estese a diverse province: Alessandria, Torino, Savona e Bolzano, riflettendo la natura transregionale delle attività illecite.
Durante i controlli, sono state riscontrate anche irregolarità connesse alla gestione di veicoli aziendali, con la scoperta di parti meccaniche proveniendo da furti d’auto.

Questo ha portato all’apertura di ulteriori indagini per ricettazione, riciclaggio e truffa assicurativa, aggravando ulteriormente la posizione del pregiudicato e del figlio, coinvolto nelle attività illecite.
Ora, il Tribunale di Torino dovrà valutare la richiesta di confisca definitiva dei beni sequestrati, una misura drastica ma necessaria per privare la criminalità organizzata delle sue risorse finanziarie.

Parallelamente, si valuterà l’opportunità di disporre la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, finalizzata a limitare la libertà di movimento del soggetto colpito e a prevenire il ripristino di attività criminali.
Questo sequestro rappresenta un tassello importante nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata, dimostrando come l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale, unita a una profonda conoscenza delle dinamiche criminali, possa contribuire in modo significativo a smantellare le reti di potere e a tutelare la legalità.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap