L’eco della solidarietà risuona in piazza Europa, a Cuneo, dove Abderrahmane Amajou, attivista e testimone diretto, ha offerto un sentito ringraziamento per il sostegno ricevuto durante la vicenda della Global Sumud Flotilla.
L’incontro, avvenuto nel cuore del presidio permanente del coordinamento Cuneo per Gaza, ha rappresentato un momento di profonda commozione e riconoscimento verso la comunità cuneese, un baluardo di umanità in un contesto spesso segnato da tensioni e ingiustizie.
Amajou, quarantanove anni, con radici a Bra, nel cuneese, è tornato a condividere la sua esperienza, un percorso intriso di impegno civile e lotta per i diritti umani.
La sua liberazione, parte di un gruppo di quindici italiani coinvolti, è stata accolta con un’ondata di mobilitazione popolare che ha dimostrato la forza della resilienza e dell’empatia.
“Sono profondamente grato a Cuneo,” ha dichiarato Amajou, “per aver dimostrato un’umanità che trascende gli ordini militari.
Sapevamo di poter contare su di voi, sulla vostra compassione.
“La vicenda della Global Sumud Flotilla, una spedizione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza, ha rappresentato un catalizzatore di consapevolezza, mettendo in luce le complesse dinamiche geopolitiche e le sofferenze di una popolazione intrappolata in un conflitto perpetuo.
L’intercettazione della flotta, e le conseguenti vicende legali, hanno acceso un dibattito internazionale e hanno generato un’ondata di indignazione, alimentando il desiderio di un cambiamento profondo.
Il gesto di Amajou, e l’abbraccio collettivo che ha offerto alla comunità cuneese, va al di là di un semplice ringraziamento: è un atto di speranza, un invito a non arrendersi di fronte alle difficoltà e a continuare a lottare per un mondo più giusto ed equo.
La mobilitazione che ha visto migliaia di persone scendere in piazza testimonia la capacità di una comunità di risvegliare le coscienze e di opporsi all’indifferenza.
Questo impegno, alimentato dalla compassione e dalla ricerca della verità, rappresenta un faro di speranza per tutti coloro che lottano per la libertà e la dignità umana, ricordando che la solidarietà, anche a distanza, può fare la differenza e contribuire a costruire ponti di comprensione in un mondo frammentato.
L’esperienza ha anche evidenziato il ruolo cruciale dell’attivismo locale e della pressione popolare nel contrastare politiche che violano i diritti fondamentali, offrendo un esempio concreto di come la cittadinanza attiva possa influenzare il corso degli eventi e portare a un cambiamento positivo.








