domenica 11 Gennaio 2026

Alba: Striscioni Studenteschi Scatenano Polemica e Interrogativi sulla Scuola

Un’onda di tensione ha scosso la comunità di Alba (Cuneo) in seguito all’affissione di striscioni con la dicitura “La scuola è nostra”, opera dell’organizzazione studentesca Azione Studentesca, legata a Fratelli d’Italia, negli spazi di diversi istituti superiori.
L’atto, apparentemente semplice, ha innescato un acceso dibattito che trascende la mera questione politica, toccando temi cruciali come l’appartenenza degli spazi scolastici, il ruolo della politica nell’istruzione e il diritto degli studenti a esprimere le proprie istanze.
La reazione del sindaco Alberto Gatto è stata immediata e veemente: una ferma condanna, sottolineando il principio fondamentale che le scuole non appartengono a nessuna fazione, ideologia o gruppo di pressione, ma rappresentano un bene comune, un patrimonio di tutti i cittadini.
Un’eco simile è giunta dal presidente della Provincia, Luca Robaldo, che ha evidenziato la necessità di tutelare gli istituti scolastici da ogni forma di strumentalizzazione ideologica, preservandone la funzione educativa e la neutralità.
Anche i partiti Democratico e Azione si sono allineati in questa presa di posizione, attraverso comunicati ufficiali che esprimono disapprovazione per l’iniziativa.
Tuttavia, la risposta della federazione provinciale di Azione Studentesca ha introdotto una prospettiva differente.
L’organizzazione ha negato qualsiasi intento provocatorio o di “appropriazione” degli spazi, rivendicando invece un’iniziativa volta a promuovere un’ampia campagna di ascolto e denuncia delle reali condizioni in cui versa il sistema scolastico.
L’obiettivo dichiarato è la raccolta sistematica di segnalazioni, criticità e problematiche vissute quotidianamente dagli studenti, un tentativo di dare voce a esigenze spesso inascoltate.

La polemica si è acuita quando l’organizzazione studentesca ha criticato il sindaco, accusandolo di aver adottato un approccio allarmistico e strumentale, preferendo l’enfasi sulla presunta violazione di regole a un confronto aperto e costruttivo sui problemi concreti che affliggono la scuola pubblica.

Questa accusa sottende una critica più ampia: quella di una classe politica spesso più interessata a gestire l’apparenza e l’immagine che ad affrontare le sfide reali del sistema educativo.
L’episodio solleva interrogativi fondamentali: qual è il giusto equilibrio tra libertà di espressione studentesca e rispetto delle regole di convivenza civile? Come si può garantire che gli spazi scolastici rimangano luoghi di crescita e apprendimento, al di sopra di logiche partitiche e ideologiche? E, soprattutto, come si può costruire un dialogo autentico tra istituzioni, studenti e famiglie, volto a migliorare la qualità dell’istruzione e a promuovere una cittadinanza attiva e consapevole? La questione non è semplicemente quella di uno striscione affisso, ma di un disagio più profondo che emerge dalle scuole e che richiede un’attenzione seria e un impegno condiviso.

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