Nel 2025, l’impegno del contingente italiano di Alpini in Libano si è concretizzato in un significativo intervento di valorizzazione del patrimonio culturale, focalizzato sul sito archeologico di Qana.
L’operazione, condotta dalla Brigata Alpina Taurinense, all’interno del mandato di cooperazione civile-militare di UNIFIL, ha rappresentato un ponte tangibile tra la presenza italiana e il tessuto sociale libanese, superando le divisioni settarie che affliggono il Paese.
Qana, luogo di profonda rilevanza sia per la comunità cristiana, custode della memoria del “miracolo delle campane”, sia per la maggioranza sciita, incarna un’eredità storica complessa e delicata.
Il progetto di tutela, iniziato nel 2016, ha mirato a preservare e rendere più accessibile questo importante sito, affrontando non solo la necessità di restauro strutturale, ma anche quella di creare un ambiente sicuro e accogliente per visitatori e residenti.
Gli interventi si sono concentrati sul consolidamento delle aree più vulnerabili, sul miglioramento della percorribilità dei sentieri interni e sulla messa in sicurezza del sito nel suo complesso.
Questo lavoro, unito all’attenzione per la conservazione del contesto storico e simbolico, ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e l’orgoglio locale.
La cerimonia di chiusura dei lavori, presieduta dal Generale Davide Colussi, Comandante della Taurinense e del Settore Ovest di UNIFIL, ha visto la partecipazione di autorità locali e, in collegamento video, del Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero.
La presenza del Presidente Favero ha sottolineato l’importanza del contributo degli Alpini in congedo, un’espressione tangibile del legame storico tra Italia e Libano.
L’azione di Qana si inserisce in un quadro più ampio di supporto umanitario e civile-militare, che ha visto la Brigata Taurinense e il 2° Reggimento Alpini di Cuneo distribuire, a partire dall’agosto dello stesso anno, un significativo quantitativo di aiuti – circa 80 tonnellate – tra medicinali, indumenti, beni di prima necessità e materiali sanitari.
Questa iniziativa, resa possibile grazie alla collaborazione sinergica con l’Associazione Nazionale Alpini, enti pubblici e donatori privati, ha dimostrato la capacità del contingente italiano di rispondere concretamente ai bisogni delle comunità locali, promuovendo al contempo la stabilità e la ricostruzione del Libano.
Il progetto, dunque, non si limita a un intervento di restauro, ma si configura come un atto di diplomazia culturale e un investimento nel futuro del Paese, contribuendo a cementare il rapporto di amicizia e collaborazione tra l’Italia e il Libano.







