La comunità di Asti e l’intera regione piemontese sono sconvolte da un tragico evento che ha spezzato la giovane età di Matilde Baldi, studentessa ventenne deceduta in seguito a un violento impatto avvenuto sull’autostrada A33.
La dinamica, emersa dalle prime indagini condotte dalla Polizia Stradale di Bra sotto la direzione della Procura di Asti, suggerisce un quadro inquietante: una corsa clandestina, una sfida mortale tra due veicoli di lusso, che ha avuto come vittima innocente una giovane vita.
Franco Vacchina, commerciante sessantatreenne, è attualmente agli arresti domiciliari, in seguito alla richiesta della Procura, che sospetta un pericolo di inquinamento probatorio.
Le indagini hanno rivelato un quadro di gesti contorti: l’uomo, sorpreso a tentare di avvicinarsi al proprio veicolo sequestrato e sotto custodia giudiziaria, manifestava una volontà di alterare la ricostruzione dei fatti, sollevando seri interrogativi sulla sua cooperazione con le autorità.
La serata del 11 dicembre si era preannunciata come una consueta conclusione di giornata per Matilde.
Dopo il turno di lavoro al Caffè Vergnano, all’interno del centro commerciale ‘Il Borgo’, la ragazza si era preparata a rientrare a casa con la madre, Elvia, a bordo di una Fiat 500.
L’immissione in autostrada, in direzione Montegrosso d’Asti, dove risiedeva la famiglia, segnò l’inizio di una spirale di eventi drammatici che avrebbero avuto conseguenze irreversibili.
Il racconto agghiacciante di Elvia Baldi, madre della giovane, testimonia l’impatto brutale e inatteso: “Ho visto una luce fortissima alle spalle e mi sono sentita volare via, mi sono ritrovata a parecchi metri di distanza con il muso dell’auto rivolto nel senso opposto di marcia”.
Matilde, pur allacciata con la cintura di sicurezza, subì un violentissimo trauma cranico, che nonostante i tempestivi soccorsi e il trasporto in elisoccorso all’ospedale di Alessandria, si rivelò fatale.
La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, che si è concretizzato nella scelta nobile e generosa della famiglia di donare i suoi organi, offrendo una seconda possibilità a quindici persone.
La madre, anch’essa ferita, dovrà affrontare un percorso di cure e interventi chirurgici per recuperare le proprie condizioni.
Le indagini hanno portato alla luce l’ipotesi di una sfida automobilistica tra Vacchina e Davide Bertello, quarantunenne del Chierese.
Entrambi avrebbero noleggiato due Porsche per dare vita a una pericolosa competizione lungo le vie di Asti, una pratica illegale che ha poi avuto un epilogo tragico sull’autostrada.
Bertello, riuscendo ad evitare la Fiat 500, mentre Vacchina, con una velocità stimata superiore ai 212 chilometri orari, l’ha investita in pieno.
L’allontanamento immediato di Bertello e la successiva presentazione alla Polstrada di Bra, unitamente alle parole di Vacchina “Non si preoccupi signora, è tutta colpa mia”, elementi che ora sono oggetto di un’approfondita analisi da parte degli inquirenti.
Il lutto cittadino si è espresso durante le esequie di Matilde, celebrate a Montegrosso d’Asti il 20 dicembre.
Un corteo funebre stipato di persone, accompagnato dalle note struggenti di “Favola” di Eugenio Finardi, la canzone che il padre le cantava per farla addormentare, ha siglato la conclusione di una storia bruscamente interrotta, lasciando una ferita profonda nel cuore di una comunità intera e ponendo interrogativi urgenti sulla sicurezza stradale e sulle conseguenze devastanti di comportamenti irresponsabili.
L’inchiesta prosegue a ritmo serrato per far luce sulla verità e assicurare alla giustizia i responsabili di questa immane tragedia.







