sabato 10 Gennaio 2026

Tragedia sull’A33: Arrestato per la morte di Matilde

L’indagine sulla tragica scomparsa di Matilde Baldi, la giovane di vent’anni deceduta il 16 dicembre in seguito a un incidente autostradale sull’A33 Asti-Cuneo, si è concretizzata con la misura degli arresti domiciliari per Franco Vacchina, un commerciante di pneumatici.
La ricostruzione degli eventi, sostenuta da una meticolosa analisi tecnica dei rilievi e delle riprese video, suggerisce una dinamica gravissima: una competizione automobilistica non autorizzata, una sorta di “corsa” che si sarebbe sviluppata tra Asti e l’autostrada, sfociata in un impatto fatale.

I sensori dell’autovettura Porsche guidata da Vacchina hanno rilevato una velocità di 212,39 chilometri orari, un dato che, se confermato in sede giudiziaria, evidenzierebbe una palese violazione del codice della strada e una pericolosissima imprudenza.
La dinamica dell’incidente, sebbene ancora in fase di approfondimento, sembra indicare che la competizione ha portato Vacchina a perdere il controllo del veicolo, con conseguenze devastanti per Matilde Baldi.
Le indagini, condotte dalle autorità competenti, non si sono limitate a focalizzarsi esclusivamente sul comportamento di Vacchina.

Un secondo individuo, anch’egli alla guida di una Porsche, risulta indagato in quanto compagno di questa “gara” automobilistica.

Sebbene la sua vettura non sia stata direttamente coinvolta nell’impatto che ha causato il decesso di Matilde, la sua partecipazione alla competizione lo pone sotto la lente degli inquirenti, con l’accusa di concorso in reato e, presumibilmente, di aver incentivato l’imprudenza di Vacchina.
Il caso solleva interrogativi profondi sulla cultura della velocità, sulla ricerca di emozioni estreme e sulla pericolosa fascinazione per le auto sportive, spesso utilizzate non per le loro capacità di guida, ma come simboli di status e di presunta superiorità.

L’incidente, e la tragica perdita di Matilde, rappresentano un monito severo e inequivocabile: la strada non è un circuito, e la velocità incontrollata può avere conseguenze irreparabili, distruggendo vite e seminando dolore.

L’indagine prosegue nel tentativo di ricostruire ogni dettaglio della dinamica, raccogliendo testimonianze e analizzando i dati tecnici, al fine di accertare tutte le responsabilità e di assicurare alla giustizia i colpevoli di questa tragedia.

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