La montagna piemontese, scrigno di bellezza e sfida, si tinge di lutto.
Due tragici eventi, verificatisi venerdì nelle zone di Acceglio e Bobbio Pellice, hanno ricordato con brusca intensità la potenza inesorabile della natura e la necessità imprescindibile di rispetto e prudenza per chi la frequenta.
Il Soccorso alpino e speleologico del Piemonte, con la professionalità che lo contraddistingue, lancia un appello urgente a escursionisti e scialpinisti: la montagna invernale richiede una pianificazione meticolosa e un’attenta valutazione dei rischi.
Le recenti perdite umane non sono episodi isolati, ma campanelli d’allarme che sottolineano una situazione critica.
La scomparsa di una guida alpina tedesca, Sabina Reiterberger, in val Maira, e di uno scialpinista francese nella conca del Prà, si aggiunge all’incidente in cui una donna è miracolosamente sopravvissuta, travolta da una valanga sul monte Albergian. Questi eventi drammatici mettono in luce la fragilità umana di fronte alle forze naturali e la responsabilità che ciascuno ha nel garantire la propria sicurezza e quella degli altri.
La pericolosità elevata, classificata al grado 3 “marcato” dal bollettino valanghe dell’ARPA Piemonte, non è un dato astratto.
È il risultato diretto dell’azione del vento di Foehn, un fenomeno meteorologico complesso che, agendo in quota, ha generato massicci spostamenti di neve, creando accumuli instabili e imprevedibili.
Il Foehn, sebbene possa rendere le temperature più miti a valle, a quote elevate favorisce la formazione di lastroni nevosi, altamente suscettibili a rottura e in grado di innescare valanghe di grandi dimensioni.
Oltre al Foehn, è fondamentale considerare l’influenza della recente copertura nevosa, che ha contribuito a creare uno strato superficiale fragile su un fondo più antico e consolidato.
Questa stratificazione interna aumenta ulteriormente l’instabilità del manto nevoso e rende più difficile prevedere il comportamento delle valanghe.
Il Soccorso alpino non si limita a intervenire in caso di emergenza, ma svolge un ruolo cruciale nella prevenzione.
L’appello rivolto alla comunità montanara è un invito a informarsi costantemente sulle previsioni meteorologiche e bollettini valanghe, a valutare attentamente il percorso in base alle proprie capacità e all’esperienza, e a non sottovalutare mai i segnali di pericolo.
La montagna non perdona l’imprudenza e la superficialità.
La sicurezza è una responsabilità condivisa e un atto di rispetto verso la natura e verso se stessi.
La prudenza, la preparazione e l’umiltà sono le chiavi per godere in modo sicuro delle meraviglie che il Piemonte alpino ha da offrire.







