La spirale della dipendenza dal gioco d’azzardo, una malattia subdola e devastante, si è manifestata in modo drammatico a Verbania, portando un giovane a cercare aiuto presso le forze dell’ordine, un gesto di disperazione che rivela la profondità della sua sofferenza.
La perdita di tremila euro alle macchine videopoker non è solo un danno economico, ma un sintomo acuto di un problema molto più grave: una ludopatia che lo sta sopraffacendo.
La decisione di contattare il 112, il numero unico di emergenza, è stata una richiesta d’aiuto disperata, un grido silenzioso di chi si sente intrappolato in un ciclo vizioso, incapace di gestire le proprie pulsioni compulsive.
L’operatore del centralino ha ascoltato con attenzione il racconto del giovane, percependo immediatamente la gravità della situazione, non solo per le implicazioni finanziarie, ma soprattutto per la fragilità emotiva che traspariva dalle sue parole.
L’ammissione di soffrire di ludopatia, la consapevolezza di non poter controllare la propria dipendenza, e i cupi presagi di gesti autolesivi, hanno reso evidente il rischio imminente.
Un militare, con professionalità e sensibilità, ha instaurato un contatto telefonico costante, mantenendo il giovane in comunicazione, offrendo una voce rassicurante in un momento di profonda angoscia.
La sua abilità nel comunicare empatia e comprensione, un’autentica forma di supporto psicologico in itinere, ha giocato un ruolo cruciale nel convincere il giovane a recarsi presso la stazione dei carabinieri più vicina.
L’accoglienza nella stazione non è stata una mera formalità burocratica, ma un atto di umanità.
I militari, con la loro presenza e il loro ascolto attento, hanno offerto un rifugio sicuro, un luogo dove il giovane si è sentito compreso e non giudicato.
La rassicurazione e il supporto emotivo hanno rappresentato un primo passo verso la ripresa, un momento di tregua nella tormenta della dipendenza.
La successiva riconciliazione con il padre, un abbraccio liberatorio, ha simboleggiato la possibilità di ricostruire un rapporto spezzato dalla vergogna e dalla paura, offrendo una nuova speranza per il futuro.
Questo episodio, tragicamente comune, sottolinea l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della ludopatia, promuovendo la ricerca di aiuto professionale e creando una rete di supporto per le persone che ne soffrono.
La prontezza e la sensibilità dimostrate dai carabinieri rappresentano un esempio virtuoso di come le forze dell’ordine possano intervenire non solo come garanti della legge, ma anche come presidi di salute mentale e di sostegno alla comunità.
La guarigione è un percorso lungo e complesso, ma l’aiuto tempestivo e la comprensione possono fare la differenza.







