La professione di agronomo e forestale si proietta verso il futuro con la “Carta di Roma”, un documento programmatico che delinea una visione strategica per gli anni a venire.
Più che un semplice elenco di impegni, la Carta rappresenta una vera e propria bussola etica e professionale, volta a tradurre in azioni concrete la crescente consapevolezza della necessità di preservare e rigenerare il capitale naturale, supportare sistemi produttivi resilienti e tutelare la complessità dei territori.
La sua approvazione, avvenuta al termine del XIX Congresso nazionale del Conaf, segna un punto di svolta, elevando la cultura agronomica e forestale a pilastro fondamentale per affrontare le sfide ambientali, economiche e sociali del XXI secolo.
Si tratta di un approccio interdisciplinare che fonde rigore scientifico, expertise tecnica e sensibilità culturale, promuovendo un linguaggio inclusivo e pari opportunità all’interno della professione.
“Con la Carta di Roma, le nostre aspirazioni si concretizzano in responsabilità condivisa,” ha affermato il Presidente Mauro Uniformi.
“Gli agronomi e i forestali non sono semplici professionisti, ma rappresentano un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo sostenibile del Paese e del pianeta.
Il nostro ruolo è quello di guide consapevoli, capaci di indirizzare la crescita verso modelli di sostenibilità ambientale, economicità e equità sociale.
“La Carta di Roma guiderà ora l’azione dell’Ordine Professionale, orientando le attività formative, le collaborazioni istituzionali e i servizi offerti ai territori, al fine di costruire un futuro basato su fondamenta solide e durature.
Un futuro che pone al centro la resilienza degli ecosistemi e la capacità di adattamento delle comunità.
Un focus significativo del Congresso è stato dedicato al potenziale trasformativo dei dati e dell’intelligenza artificiale.
La capacità di analizzare grandi quantità di informazioni, integrando dati provenienti da diverse fonti – satellitari, climatiche, pedologiche – apre nuove prospettive per migliorare la precisione delle diagnosi, ottimizzare la pianificazione e supportare decisioni più informate in ambito agricolo e forestale.
Questo impegno, come sottolineato durante i lavori, riflette la responsabilità generazionale del Conaf, che si traduce in un investimento continuo nella formazione delle nuove generazioni, testimoniato anche dalla significativa presenza di giovani under 35 al Congresso.
Il XIX Congresso ha voluto inoltre celebrare l’eccellenza professionale, attraverso la proclamazione degli onorificenze Conaf.
Sei storie esemplari di dedizione e competenza, che testimoniano l’impegno profuso per la valorizzazione dei paesaggi produttivi, la tutela della biodiversità e l’innovazione al servizio delle comunità.
I dottori Forestali Orazio Andrich e Anna Maria Scaravella, insieme ai dottori Agronomi Michele Candotti, Giuseppe Castellana, Carlo Chiostri e Pierluigi Donna, rappresentano un patrimonio di conoscenze e competenze a disposizione del Paese.
Il loro lavoro incarna i valori fondamentali della professione e ispira le nuove generazioni a perseguire l’eccellenza con passione e responsabilità.







