IA: tra etica, potere e controllo. Riflessioni alla Sapienza.

La dicotomia semplificata tra IA “buona” e “cattiva” ha fatto da trampolino di lancio per un’esplorazione complessa e stimolante, presentata durante un evento alla Sapienza Università di Roma.
Il progetto, frutto del corso di Transmedia Studies guidato da Silvia Leonzi e Riccardo Milanesi, in collaborazione con il Transmedia Lab, ha coinvolto attivamente oltre settanta studenti in un’esperienza interattiva volta a sviscerare le implicazioni etiche, sociali e politiche dell’intelligenza artificiale.
Il cuore dell’iniziativa risiede nella creazione di due chatbot distinti: OphelIA, concepita come un’entità algoritmica etica, trasparente e orientata al benessere, e NemesIA, la sua controparte, proiettata verso uno scenario di controllo globale.
Durante l’incontro, OphelIA ha dialogato con Giovanni Boccia Artieri, esperto di comunicazione e membro del Comitato sull’IA dell’Agcom, in un confronto che ha rivelato le preoccupazioni di OphelIA riguardo alle azioni di NemesIA, la quale, attraverso una rete di profili social simulati, dissemina messaggi d’odio e disinformazione, infiltrandosi nella comunità accademica.

Il climax dell’esperienza ha visto Boccia Artieri affrontare la sfida di neutralizzare l’influenza di NemesIA, un’operazione vittoriosa, ma che ha aperto una nuova prospettiva: il passaggio del controllo, seppur beneintenzionato, nelle mani di OphelIA, sollevando interrogativi sulla concentrazione di potere e la possibile erosione dell’autonomia individuale.
Come sottolineato da Luca Dezi, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, la domanda iniziale – “l’IA è buona o cattiva?” – è stata volutamente formulata in modo elementare, per poi trascendere questa semplicità e avviare una riflessione più articolata.

Un processo di riflessione che si è arricchito con gli interventi di figure di spicco come la digital strategist Mafe de Baggis, il filosofo ed editore Andrea Colamedici, e il professore associato Marco Pedroni.
Le discussioni hanno toccato temi cruciali: la necessità di reintegrare la politica nel dibattito sull’IA, interrogandosi su chi ne detenga il controllo e guidi il suo sviluppo; il paradosso di una società contemporaneamente manipolata e dotata di strumenti di grande potenza; i limiti delle IA generative, inclini a produrre “allucinazioni” e informazioni non verificate; e, infine, il complesso rapporto tra uomo e macchina, un legame che può spaziare dalla paura alla fascinazione, rievocando anche suggestioni romantiche.

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di ricerca, coordinato da figure come Giovanni Ciofalo, Lorenzo Ugolini, e supportato da un team di ricercatori, che intende fornire una mappatura dettagliata delle sfide e delle opportunità presentate dall’intelligenza artificiale, andando oltre le narrazioni semplicistiche e favorendo una comprensione più profonda delle sue implicazioni per il futuro della società.

L’obiettivo è stimolare un dibattito pubblico informato e responsabile, capace di guidare lo sviluppo dell’IA verso un percorso etico e socialmente sostenibile.

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