La comunità ecclesiale romana si raccoglie oggi, nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, per celebrare i funerali di Monsignor Paolo Gillet, figura di spicco nella Chiesa di Roma e vescovo emerito di Albano.
La cerimonia, partecipata da autorità civili come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, e da eminenti membri del clero, testimonia il profondo rispetto e l’affetto che il defunto si è guadagnato nel corso di una vita interamente dedicata al servizio di Dio e della sua Chiesa.
La Messa Solenne, presieduta dal Cardinale Baldassare Reina, Vicario del Bioglio Romano, ha focalizzato l’omelia sulla radicale adesione del Monsignore al Vangelo, elemento distintivo che ha caratterizzato il suo percorso sacerdotale e pastorale.
Presenti anche Monsignor Vincenzo Viva, attuale vescovo di Albano, e il Cardinale Marcello Semeraro, a testimonianza del legame profondo che il defunto ha mantenuto con le diverse realtà ecclesiali.
Il rapporto tra Don Paolo Gillet e Sergio Mattarella affonda le radici in un passato comune di impegno e formazione all’interno di Azione Cattolica, un’esperienza formativa che ha plasmato i valori e l’impegno civile di entrambi.
In una significativa omelia del 2003, celebrata a San Giovanni in Laterano per il cinquantesimo anniversario di sacerdozio, Gillet rievocò proprio quel periodo, descrivendo come l’incontro con i giovani di Azione Cattolica, tra cui Mattarella, lo abbia introdotto alla “realtà misteriosa del popolo di Dio,” destinato ad accogliere e diffondere il messaggio evangelico.
Queste parole illuminano non solo la profondità del legame umano, ma anche la condivisione di un ideale di servizio ispirato alla fede.
Monsignor Gillet, nato a Roma l’8 luglio 1929, ha percorso un cammino formativo di eccellenza, culminato con la laurea in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’ordinazione sacerdotale il 19 settembre 1953.
La sua vocazione matura in un periodo cruciale della sua vita, segnato dalla figura materna di Anna Maria Simonetti, la quale, con la sua testimonianza di fede, ha gettato le basi del suo percorso spirituale.
Il forte legame con la madre, un punto fermo nella sua esistenza, è stato un costante riferimento nel suo ministero.
Dopo gli inizi nel servizio pastorale nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, è a Santa Maria delle Grazie al Trionfale che il Monsignore ha vissuto le esperienze più significative del suo ministero.
La comunità parrocchiale, custode devoto dell’icona mariana della “Madre delle Grazie,” gli ha offerto un terreno fertile per la crescita spirituale e pastorale.
Il parroco attuale, Don Antonio Fois, ha sottolineato come l’opera di Don Gillet abbia contribuito in maniera decisiva all’attuazione degli ideali del Concilio Vaticano II nella parrocchia, lasciando un’impronta profonda nella vita della comunità.
L’ordinazione a vescovo, impartita da Papa Giovanni Paolo II nel 1994, ha segnato un ulteriore passo nel suo cammino di servizio alla Chiesa, confermando la sua dedizione e il suo impegno a favore dei più deboli e delle periferie esistenziali.
La sua figura, improntata alla semplicità, alla profondità spirituale e all’attenzione verso i bisogni del prossimo, lascia un vuoto incolmabile nella comunità ecclesiale romana e nel cuore di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Il suo esempio, una testimonianza di fede autentica e di servizio disinteressato, continuerà a ispirare le generazioni future.






