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Como-Bologna: Pareggio amaro, ricerca di identità

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Il confronto tra Como e Bologna si è concluso con un pareggio per 1-1, un risultato che, pur riflettendo una certa equilibratura sul campo, lascia un retrogusto amaro per entrambe le squadre, soprattutto considerando le dinamiche di gioco e le opportunità create.

La partita, disputata con intensità e tattica, ha evidenziato la crescita del Como e la ricerca di un’identità più solida da parte del Bologna, ancora alla ricerca di una continuità di risultati.

Il Como, schierato con un 4-2-3-1 volto a contenere e ripartire, ha dimostrato una buona organizzazione difensiva, seppur con qualche lacuna occasionale che ha permesso al Bologna di rendersi pericoloso.
L’apporto del portiere Butez è stato cruciale in diverse occasioni, salvando la porta con interventi tempestivi.

La linea difensiva, composta da Van der Brempt, Diego Carlos, Kempf e Alberto Moreno (sostituito da Baturina nella ripresa), ha faticato a contenere le incursioni avversarie, soprattutto nel primo tempo.
A centrocampo, Perrone e Da Cunha (ceduto il posto a Caqueret) hanno tentato di orchestrare il gioco, ma con difficoltà a imporre il proprio ritmo.
L’apporto dei trequartisti Vojvoda, Nico Paz e Rodriguez è stato altalenante, con momenti di brillantezza alternati a periodi di maggiore opacità.
In avanti, Douvikas ha rappresentato il punto di riferimento offensivo, ma con poca fortuna nel concretizzare le occasioni create.
L’ingresso di Cerri a gara in corso ha tentato di dare una scossa all’attacco, ma senza successo.

Il Bologna, dal canto suo, si è presentato con lo stesso modulo, cercando di imporre il proprio gioco attraverso un possesso palla più accentuato.

Ravaglia, in porta, ha avuto meno lavoro del suo omologo, ma quando chiamato in causa si è dimostrato attento.

La difesa, con Zortea, Heggem, Lucumi (sostituito da Vitik) e Miranda, ha mostrato qualche incertezza, soprattutto nella gestione dei contropiedi avversari.
Il centrocampo, guidato da Pobega (sostituito da Sulemana), Freuler (sostituito da Ferguson) e Rowe (sostituito da Casale), ha faticato a trovare fluidità e a dettare il ritmo del gioco.
Le corsie laterali, con Fabbian e Cambiaghi, hanno offerto spunti interessanti, ma con poca concretezza.
Castro, in avanti, ha cercato di creare spazi per i compagni, ma con poca fortuna.

La strategia di Italiano sembrava orientata a sfruttare la velocità sulle fasce, ma la difesa del Como ha saputo contenere efficacemente.

L’espulsione di Cambiaghi, per condotta antisportiva, ha segnato un momento chiave della partita, privando il Bologna di un elemento importante a centrocampo e alterando gli equilibri tattici.
Il gol di Cambiaghi nel primo tempo aveva illuso i rossoblu, ma la risposta di Baturina nella ripresa ha ristabilito il pareggio.

L’arbitro Abisso di Palermo ha gestito la partita con decisione, sanzionando con cartellini gialli per gioco falloso e proteste, e con un cartellino rosso per condotta violenta.
Il recupero, seppur di durata limitata, non ha offerto ulteriori emozioni, lasciando entrambe le squadre con un punto che, seppur utile, non soddisfa pienamente le ambizioni delle rispettive tifoserie.

La partita ha evidenziato la necessità per il Bologna di trovare maggiore continuità di risultati e per il Como di consolidare la propria crescita, trasformando la buona organizzazione difensiva in risultati più concreti.

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