"Ogni elezione è importante, vogliono far entrare un sacco di comunisti". Così Donald Trump ha risposto, al suo arrivo oggi a Capitol Hill per il pranzo con i senatori repubblicani, ai giornalisti che gli chiedevano se la riforma elettorale sia così importante da bloccare la legge per risolvere la crisi abitativa, di cui lui ha annullato oggi la firma sostenendo che prima il Congresso deve approvare il Save America Act, la legge che vuole a tutti i costi per imporre maggiori controlli e restrizioni sul processo elettorale. "Le persone che stanno mandando avanti sono comunisti e questo Paese non avrà comunisti", ha detto ancora riferendosi alla vittoria di ieri alle primarie democratiche di New York di candidati al Congressi sostenuti da Zohran Mamdani, il sindaco socialista della metropoli. In un post pubblicato poche ore prima su Truth Social, Trump si era lamentato del "grande universale applauso da parte dei media delle fake news" per "il sindaco Mamdani che ha tirato fuori tre solidi comunisti", mentre "non dice una parola" sui 16 candidati trumpiani che sono stati eletti. La mossa a sorpresa di Trump, che ha bloccato la legge su cui i repubblicani puntano per presentarsi alle elezioni di novembre con risultati contro il carovita, sta provocando reazioni choccate da parte di diversi esponenti del Gop, che parlano di mossa "inspiegabile" e che "non ha senso" in un momento in cui gli elettori appaiono molto più preoccupati per il costo della vita che dalle presunte frodi elettorali. I repubblicani comunque ricordano che Trump ha solo cancellato la cerimonia di firma senza minacciare di porre il veto, in assenza del quale la misura, che ha ottenuto un grande sostegno bipartisan, diventerà in ogni caso legge dopo 10 giorni.
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Trump contro i democratici: “Vogliono far entrare i comunisti al Congresso”

