Zocchetti (Viiv): “Con cabotegravir PrEP in popolazioni più vulnerabili”

"Cabotegravir PrEP long acting ha dimostrato di ridurre la possibilità di infettarsi rispetto alla terapia orale giornaliera, questo soprattutto dove ci siano popolazioni con scarsa aderenza o con difficoltà psicosociali. Il fatto di non dover assumere una terapia tutti i giorni, di non doversi ricordare e di poter avere una fondamentale libertà dalla terapia è un fatto molto importante. Cabotegravir va incontro proprio a queste necessità, rendendo fruibile una PrEP a tutte quelle popolazioni più vulnerabili e fragili che non sarebbero normalmente raggiungibili". Così Cristina Zocchetti, direttore medico Viiv Healthcare Italia, commenta la disponibilità in Italia di cabotegravir iniettabile a lunga durata d'azione (Cab La) e in compresse per la prevenzione dell'Hiv, all'evento 'Oltre la cronicità del quotidiano', organizzato ieri a Milano dalla faramceutica. "Sono due gli studi che hanno portato alla registrazione di cabotegravir – spiega Zocchetti – Sono stati svolti su due popolazioni molto diverse e in contesti differenti. Sono lo studio Hptn 083 e Hptn 084". Lo studio Hptn 083 è stato condotto su 4.566 uomini Hiv-negativi che hanno rapporti sessuali con uomini e donne transgender o con uomini, a maggior rischio di contrarre l'Hiv. Lo studio Hptn 084, invece, si è concentrato in Africa, su 3.224 donne cisgender, anche loro a maggior rischio di contrarre l'Hiv. "Entrambi hanno dimostrato la maggior efficacia del cabotegravir iniettabile a lunga durata d'azione rispetto alla terapia orale". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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