Un’immagine onirica e disturbante apre un dialogo urgente: un elefante, colossale e silenzioso, occupa interamente lo spazio di un salotto borghese.
È la potente metafora che anima il nuovo video prodotto dall’agenzia Genio per il centro Hygge dell’associazione culturale Rubens di Torino, un’iniziativa volta a illuminare le zone d’ombra del disagio mentale adolescenziale.
Lungi dall’essere una semplice rappresentazione visiva, l’elefante incarna la mole del dolore inespresso, l’ingombranza di un fardello emotivo che grava sui giovani, spesso relegato in un angolo della coscienza collettiva, soffocato dall’imbarazzo e dalla paura.
La campagna, avviata in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, si configura come un percorso di ascolto attivo e di sensibilizzazione.
Non si tratta solo di denunciare un problema, ma di creare un ponte, un canale di comunicazione aperto verso i ragazzi che lottano con l’ansia, la depressione, l’isolamento e le difficoltà di crescita in un’epoca caratterizzata da pressioni sociali, incertezza del futuro e una iperconnessione che paradossalmente alimenta il senso di solitudine.
“Questo video,” spiega Francesca Bisacco, direttrice dell’associazione Rubens, “vuole essere uno specchio che rifletta i segnali impercettibili, i sussurri del malessere che si manifestano attraverso comportamenti apparentemente inconciliabili: improvvise chiusure emotive, reazioni di sfida, silenzi assordanti.
Sono campanelli d’allarme che troppo spesso ignoriamo, interpretando erroneamente come semplice ribellione adolescenziale.
“Il centro Hygge, punto di riferimento per il sostegno psicologico ai giovani, crede fermamente che la strada per il cambiamento passi dall’ascolto empatico, dalla creazione di ambienti protetti e inclusivi, dove ogni adolescente possa sentirsi libero di esprimere le proprie fragilità senza timore di giudizio.
Non si tratta di offrire soluzioni preconfezionate, ma di accompagnare il ragazzo nel suo percorso di scoperta e di auto-guarigione.
Il progetto, sostenuto da MoleCola, ambisce a trasformare il simbolo della rimozione – l’elefante nel salotto – in un invito pressante alla responsabilità collettiva.
Un invito a rallentare il ritmo frenetico della vita quotidiana, a guardare oltre le apparenze, a prestare attenzione ai segnali di sofferenza che ci circondano.
Si tratta di riscoprire l’arte dell’empatia, di coltivare la capacità di ascoltare attivamente e di offrire un sostegno concreto a chi si trova in difficoltà.
Perché la salute mentale dei giovani è un patrimonio prezioso che richiede un impegno costante e condiviso.
La sfida è abbattere le barriere del pregiudizio e della vergogna, creando una cultura di apertura e di sostegno che permetta a ogni ragazzo di sentirsi compreso, accettato e valorizzato.








