Kí1974: Dalla Torino degli anni ’80 al futuro del bio italiano

Nel cuore pulsante della Torino degli anni ’80, un laboratorio artigianale segnò l’inizio di una storia di innovazione alimentare che avrebbe anticipato le tendenze del consumo consapevole.

Francesco Bertoncini, allora giovane apprendista, entrò in contatto con un ecosistema gastronomico all’avanguardia, guidato dalla visione del coiffeur Pietro Bianchi e dal talento culinario di Angelo Saccone, cuoco per la famiglia Nasi-Agnelli.

Lì, in quell’ambiente pionieristico, germinarono le prime espressioni di una filiera bio italiana, con gallette, snack salutistici, biscotti naturali e persino l’introduzione di alghe nella dieta, prodotti rivoluzionari per un’epoca ancorata a standard alimentari ben diversi.

La busta paga di quell’esperienza, gelosamente conservata, rappresenta un simbolo tangibile di un percorso professionale definito dalla passione e dalla ricerca dell’eccellenza.

Oggi, a 61 anni, Francesco, affiancato dalla moglie e socia Carmen, 59, continua a coltivare quella vocazione con Stella Foods, un’azienda radicata nel biellese.
Quando la crisi del gruppo biologico di Daniela Santanché mise in vendita il marchio Ki, una figura icona nel panorama alimentare italiano, Bertoncini, spinto da una profonda convinzione e dall’affetto per un’eredità preziosa, si mosse rapidamente.
Unitosi a un team di ex collaboratori e dipendenti, ha partecipato all’asta e, con un investimento contenuto, ha acquisito il marchio Kí1974, salvaguardando un patrimonio di conoscenza e un’identità gastronomica.

“Abbiamo sempre visto nel cibo biologico un investimento nel benessere collettivo, un atto di cura verso noi stessi e verso il pianeta,” affermano Francesco e Carmen, incarnando una filosofia che si è trasmessa anche ai figli Mathias e Yannick, cresciuti all’ombra dei mentori Pietro e Angelo.
A questa visione si è unito Roberto Dusio, che con la sua esperienza strategica contribuisce a definire la nuova traiettoria di Kí1974.

L’obiettivo non è semplicemente recuperare una presenza di mercato, ma riaccendere un dialogo con i consumatori, restituendo al marchio Ki i valori di etica, qualità e radicamento territoriale che lo hanno contraddistinto.

La sfida è complessa: il mercato italiano dei prodotti biologici, con un valore di circa 10 miliardi di euro, è affollato e spesso superficiale.

Tuttavia, Kí1974 intende ritagliarsi uno spazio distintivo attraverso una selezione accurata di prodotti e una rete di distribuzione mirata, ampliata a breve da 15 agenti.

La strategia si concentra sulla rivitalizzazione di una rete di circa 600 punti vendita indipendenti, luoghi privilegiati per la diffusione di un messaggio autentico e per il contatto diretto con i consumatori.
L’ambizione è ricostruire il futuro di un marchio storico, non come una semplice riproposizione del passato, ma come un’evoluzione consapevole, guidata dalla passione, dall’esperienza e dalla ferma volontà di restituire al cibo biologico il ruolo di protagonista di un’alimentazione sana, sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

L’eredità di Pietro Bianchi e Angelo Saccone vive così, trasformata in una nuova promessa per il futuro.

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