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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

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Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

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Allarme Alto Adige: +14% Disturbi Alimentari, Cresce il Numero di Pazienti

Nel corso del 2024, l’Alto Adige ha registrato un incremento significativo nella complessità e nella prevalenza dei disturbi alimentari, con un aumento complessivo del 14% rispetto all’anno precedente, portando il numero totale di pazienti trattati a 652.
Questa tendenza allarmante, documentata dal Forum Prevenzione attraverso i dati raccolti dal dottor Michael Zöbl, direttore amministrativo del reparto di pediatria dell’ospedale di Bressanone, riflette una sfida crescente per il sistema sanitario locale e richiede un’analisi approfondita delle dinamiche sottostanti.

L’aumento si manifesta non solo nel numero complessivo di casi, ma anche nell’incremento dei nuovi accessi, saliti a 200, evidenziando una potenziale escalation nella diffusione di queste patologie tra la popolazione.
Sebbene il coinvolgimento maschile rappresenti una quota ancora limitata (8%), si osserva una graduale, seppur lieve, progressione, suggerendo un’evoluzione culturale che potrebbe portare a una maggiore consapevolezza e accettazione della ricerca di aiuto da parte degli uomini.

La fascia d’età più vulnerabile rimane quella tra i 18 e i 25 anni, con un aumento del 15% che sottolinea la fragilità di questo gruppo anagrafico in un contesto sociale caratterizzato da pressioni estetiche, performance e incertezza professionale.

Tuttavia, la presenza significativa di 167 minorenni, che rappresentano una percentuale considerevole del totale, pone l’accento sulla necessità di interventi precoci e programmi di prevenzione rivolti ai giovani.

L’anoressia nervosa continua a rappresentare la diagnosi più frequente (34%), con una prevalenza ancora più marcata tra i minori (46%), dove spesso si manifesta con forme più acute e difficili da gestire.

Questa predominanza sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare e personalizzato, che tenga conto delle specifiche esigenze di ciascun paziente e della sua storia individuale.

Un aspetto particolarmente allarmante è l’aumento dei casi tra i bambini e gli adolescenti sotto i 15 anni.

Questo dato, unito all’incremento dei nuovi casi in questa fascia d’età, indica una potenziale normalizzazione di comportamenti alimentari disfunzionali in un periodo cruciale per lo sviluppo psicologico e fisico.
La giovane età degli adolescenti ospedalizzati, con un’età media storica di 13,9 anni, è un indicatore di gravità che riflette la crescente necessità di interventi tempestivi e specializzati.

Il caso di una paziente che ha necessitato di ripetuti ricoveri, incluso un periodo in terapia intensiva in Austria, evidenzia la complessità e la potenziale pericolosità di questi disturbi.
La rete regionale per il trattamento dei disturbi alimentari (EAT-NET), sotto la guida del dottor Roger Pycha, sta lavorando attivamente per migliorare l’offerta di servizi e ridurre i tempi di attesa.

L’apertura di Villa Eèa e l’imminente avvio di corsi di formazione per professionisti, tenuti dall’esperta Laura Dalla Ragione, rappresentano passi importanti verso una risposta più efficace e qualificata.

È fondamentale, tuttavia, ampliare ulteriormente la disponibilità di risorse umane specializzate, promuovere la sensibilizzazione nella comunità e combattere lo stigma associato a questi disturbi, al fine di garantire un sostegno adeguato a tutti coloro che ne hanno bisogno e prevenire l’aggravarsi di questa emergenza sanitaria regionale.

Il focus deve spostarsi dalla gestione della crisi alla prevenzione primaria e secondaria, coinvolgendo scuole, famiglie e comunità locali.

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