L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha avviato un’indagine approfondita sui requisiti linguistici del proprio personale, rivelando un quadro complesso che solleva interrogativi sull’integrità dei processi di selezione e sulla tutela dei diritti dei pazienti.
I controlli effettuati dal Servizio Esami di Bilinguismo e Trilinguismo hanno evidenziato irregolarità significative, con la contestazione di certificazioni linguistiche non autentiche riguardanti un numero di collaboratori.
Al momento, si accertano irregolarità per dieci persone, con conseguenti implicazioni in relazione all’Ordinamento del Personale della Provincia Autonoma di Bolzano.
La gravità delle infrazioni risiede non solo nella violazione delle normative procedurali, ma anche nel potenziale impatto sulla qualità dell’assistenza sanitaria offerta alla popolazione.
La capacità di comunicare efficacemente nella propria lingua madre è un diritto fondamentale del paziente, un pilastro essenziale per instaurare un rapporto di fiducia tra medico e assistito, e per garantire una comprensione accurata delle diagnosi e dei trattamenti.
L’uso della propria lingua non è una mera formalità burocratica, ma un elemento cruciale per l’efficacia delle cure, la sicurezza del paziente e la promozione di un sistema sanitario centrato sulla persona.
L’Alto Adige, come molte altre regioni d’Europa, si trova ad affrontare una sfida costante nella ricerca e nel mantenimento di personale sanitario bilingue e trilingue.
La carenza di professionisti specializzati è un fenomeno globale, esacerbato da fattori demografici e socio-economici.
L’Azienda Sanitaria riconosce l’importanza di questo requisito e ha implementato un programma diversificato di iniziative formative, che vanno dai corsi intensivi pre-assunzione (livello A1) a percorsi di apprendimento continuativi, corsi specifici durante l’orario di lavoro, soggiorni linguistici in altre località e collaborazioni con istituzioni specializzate.
Queste misure mirano a supportare il personale nel raggiungimento della competenza linguistica necessaria, e l’adesione a tali opportunità è in costante crescita.
L’indagine ha portato alla luce un quadro più ampio, con un totale di 25 certificazioni linguistiche risultate falsificate: 23 relative alla competenza in lingua tedesca e 2 in lingua italiana.
Questo dato solleva interrogativi sulle procedure di verifica e sulla responsabilità di coloro che hanno presentato documenti falsi, con ripercussioni sull’immagine dell’Azienda Sanitaria e sulla fiducia del pubblico.
In conseguenza delle irregolarità riscontrate, sono stati revocati 22 attestati di bilinguismo precedentemente rilasciati e sono state respinte tre nuove richieste di riconoscimento.
Le conseguenze legali e disciplinari per i responsabili sono in corso di valutazione, in linea con la normativa vigente.
L’episodio sottolinea l’importanza di rafforzare i controlli e di promuovere una cultura della legalità e della trasparenza all’interno dell’organizzazione.

