Dopo un percorso di otto anni dedicato all’animazione culturale e alla promozione della pace, la Caritas diocesana di Bolzano cede formalmente al Comune la gestione del Centro per la Pace, a partire dal primo gennaio.
Questa transizione, lungi dall’essere una semplice delega di responsabilità, segna la conclusione di un capitolo intenso e stimolante, e apre a nuove prospettive per l’istituzione.
In questo arco temporale, la Caritas ha concepito il Centro per la Pace come un laboratorio di coscienza, un luogo dove la città potesse interrogare le proprie certezze e costruire una comprensione più profonda delle complessità del mondo contemporaneo.
L’impegno è stato quello di fornire non solo informazioni, ma strumenti per decodificarle, per discernere tra narrazioni contrastanti e per sviluppare un pensiero critico autonomo.
Questo si è concretizzato attraverso un programma di eventi, incontri e mostre che hanno dato voce a testimoni diretti di conflitti, a operatori umanitari, a difensori dei diritti umani e a intellettuali impegnati nella ricerca di soluzioni pacifiche.
La posizione geografica di Bolzano, crocevia tra Europa centrale e area mediterranea, le conferisce una sensibilità unica e una responsabilità specifica nel promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca.
Il Centro per la Pace ha cercato di incarnare questa vocazione, offrendo uno spazio di incontro e di scambio tra persone provenienti da background diversi, con l’obiettivo di superare pregiudizi e stereotipi, e di costruire ponti di solidarietà.
In un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze, da migrazioni forzate e da tensioni geopolitiche, la promozione di una cultura della pace assume un’urgenza ancora maggiore.
“Abbiamo aspirato a creare un luogo che alimentasse non solo la conoscenza, ma anche l’empatia, la capacità di mettersi nei panni dell’altro e di comprendere le sue sofferenze,” sottolinea Marianna Montagnana, curatrice della programmazione del Centro.
“Siamo convinti che la pace non sia solo assenza di guerra, ma anche costruzione di giustizia sociale, di equità e di rispetto per la dignità di ogni persona.
”La Caritas, pur restituendo la gestione operativa del Centro, continuerà a sostenere attivamente la sua missione, concentrandosi su iniziative volte a promuovere la cittadinanza attiva, il dialogo interculturale e interreligioso e lo sviluppo di stili di vita improntati alla nonviolenza e all’accoglienza.
“La nostra visione rimane quella di una società più giusta, inclusiva e pacifica,” afferma Beatrix Mairhofer, direttrice della Caritas.
“Siamo certi che Bolzano saprà continuare a essere un esempio di convivenza civile e di apertura verso il mondo, rafforzando il suo ruolo di ponte tra culture e di promotrice di valori universali.
” La transizione rappresenta quindi un’opportunità per consolidare e ampliare l’impegno condiviso verso un futuro di pace e prosperità per tutti.

