L’imminente attivazione dei Centri di Permanenza e Rimpatrio (CPR) comporterà un rafforzamento organico mirato all’interno delle Questure italiane, una conseguenza logica e strutturale della strategia di potenziamento delle risorse operative che caratterizza la gestione dei CPR a livello nazionale.
Questa dichiarazione, rilasciata dal Capo della Polizia Vittorio Pisani durante un incontro a Trento, sottolinea un impegno concreto a dotare le forze dell’ordine degli strumenti necessari per affrontare le sfide poste dai flussi migratori e dalle problematiche connesse.
Pisani ha espresso particolare gratitudine al Presidente della Provincia di Trento per la sua comprensione e supporto nell’avvio dei CPR, ribadendo la loro funzione cruciale nel processo di trattenimento amministrativo e, soprattutto, come propulsore di una politica di rimpatrio efficace.
I CPR, in questa visione, non sono percepiti come meri luoghi di sosta, ma come elementi chiave per una gestione integrata dei flussi migratori irregolari, che preveda l’identificazione, la verifica dello status giuridico e, quando possibile, l’esecuzione di provvedimenti di rimpatrio.
La necessità di un potenziamento delle risorse umane e logistiche è stata giustificata con dati concreti: in Trentino, ad esempio, quasi la metà dei reati denunciati vede coinvolti cittadini stranieri.
Questa constatazione evidenzia come l’efficacia dell’azione di contrasto alla criminalità sia strettamente legata alla capacità delle forze dell’ordine di identificare e rimpatriare gli individui irregolari che, attraverso la commissione di reati, minacciano la sicurezza e la convivenza civile.
L’attivazione dei CPR si inserisce, quindi, in un contesto più ampio di riorganizzazione delle strategie di controllo del territorio e di gestione dei flussi migratori, mirato a garantire un equilibrio tra accoglienza, sicurezza e rispetto delle leggi.
Il rafforzamento degli organici delle Questure non rappresenta solo un incremento di personale, ma anche un investimento nella formazione e nell’aggiornamento delle competenze, al fine di affrontare le complesse sfide poste dalla gestione dei CPR, con un approccio professionale e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.
Si tratta di un processo che richiede un coordinamento efficace tra le diverse istituzioni coinvolte, a partire dalle forze dell’ordine, fino alle Prefetture e agli enti locali, al fine di garantire un’azione sinergica e orientata al risultato.










