L’avvio della discussione in Quarta Commissione del Consiglio provinciale sul disegno di legge popolare riguardante l’assistenza fine vita segna una tappa cruciale in un percorso civico profondamente radicato nel tessuto sociale trentino.
L’Alleanza Democratica e Autonomista (Ada) ne sottolinea l’importanza, evidenziando come questa iniziativa rappresenti un’espressione diretta della volontà popolare, sostenuta da una vasta platea di cittadini che hanno condiviso e promosso la proposta.
Il primo firmatario, Fabio Valcanover, aprirà i lavori illustrando ai consiglieri i principi fondamentali e le peculiarità del testo di legge.
L’iniziativa, nata dal basso, merita un trattamento istituzionale rigoroso, che ne rispetti pienamente la natura di espressione democratica.
Pur consapevole che l’esito finale dipenderà dalle valutazioni della Commissione legislativa e dell’Aula consiliare, l’Ada ribadisce l’importanza di un processo trasparente e partecipato.
La scelta di richiedere la presenza dei mezzi di comunicazione – stampa e televisione – durante la seduta, come previsto dal regolamento consiliare, riflette un impegno verso la massima apertura e accessibilità.
Non si tratta solo di informare, ma di coinvolgere attivamente la cittadinanza nel dibattito, promuovendo una comprensione approfondita delle argomentazioni e delle implicazioni che la legge potrebbe comportare.
Si tratta di un atto di responsabilità istituzionale che mira a superare la mera comunicazione di eventi, favorendo una vera e propria democrazia deliberativa, in cui le decisioni vengono prese con la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini.
La pubblicità del lavoro della Commissione fin dalle prime fasi del processo legislativo mira a evitare interpretazioni univoche o distorsioni dell’iniziativa, garantendo che la discussione sia aperta a diverse prospettive e sensibilità.
In un tema così delicato e complesso, la trasparenza e l’accessibilità diventano strumenti essenziali per la costruzione di un consenso ampio e duraturo, fondato sulla condivisione di valori e sulla tutela dei diritti di tutti.
L’obiettivo è quello di trasformare un atto formale come un processo legislativo, in un’occasione di riflessione collettiva e di crescita civica per l’intera comunità trentina.









