Un’irruzione di aria gelida, proveniente dalle regioni settentrionali dell’Europa, sta riversando un’intensità anomala di freddo sulle Alpi, con l’apice raggiunto durante la notte appena trascorsa.
L’Alto Adige, in particolare, si presenta come teatro di questa ondata di freddo, con temperature che sprofondano costantemente al di sotto dello zero in ogni località.
Tra le località più colpite, spicca Sesto, terra natale del campione del tennis Jannik Sinner, che si conferma il centro abitato più rigido, con una minima che si è attestata a -19 gradi Celsius.
Un valore significativo è stato inoltre registrato a Gargazzone, situata a quote più basse, dove il termometro ha segnato -12 gradi.
Anche la città di Bolzano, centro nevralgico della regione, ha visto i suoi residenti svegliarsi sotto una coltre di gelo, con una temperatura minima di -8 gradi.
Sebbene l’intensità del freddo sia notevole, è importante contestualizzarla all’interno della storia meteorologica regionale.
Dieter Peterlin, meteorologo provinciale, sottolinea che la situazione attuale, pur essendo percepita come estrema, non raggiunge i record storici.
Il dato più basso mai registrato in Alto Adige risale al 10 febbraio 1969, quando a Dobbiaco il termometro scese fino a -29 gradi Celsius.
L’evoluzione del tempo prevede una leggera mitigazione dei valori termici verso il fine settimana.
Tuttavia, un nuovo episodio di calo è previsto per lunedì, prima che l’ondata di freddo si esaurisca progressivamente nel corso della prossima settimana.
Un’altra caratteristica peculiare di questo inverno è l’assenza di precipitazioni nevose significative.
L’Alto Adige si presenta con un manto nevoso notevolmente ridotto rispetto agli anni passati.
Un’eccezione è rappresentata dalla cresta di confine, che oggi sarà interessata da una perturbazione atlantica in grado di portare accumuli nevosi tra i 5 e i 10 centimetri.
Non si escludono inoltre brevi rovesci nevosi, anche nelle zone più a sud, per la giornata di domani, suggerendo una possibile, seppur limitata, inversione di tendenza.
L’interazione tra l’aria fredda continentale e le masse d’aria umide provenienti dall’Oceano Atlantico contribuisce a creare questa situazione meteorologica complessa e dinamica.
La variazione delle correnti atmosferiche a livello globale, inoltre, potrebbe influenzare la frequenza e l’intensità di future ondate di freddo nella regione.










