Nel tardo pomeriggio di ieri, la maestosità della falesia di Celva, affacciata sul territorio di Povo, ha fatto da scenario a un incidente che ha richiesto l’intervento urgente dei soccorsi alpini.
Un alpinista di 41 anni, cittadino inglese ma con residenza a Trento, si è inaspettatamente ritrovato protagonista di una caduta durante un’ascensione nel settore B della parete rocciosa.
La drammatica sequenza di eventi è stata segnalata alle autorità intorno alle 16:40 dal suo compagno di cordata, colto di sorpresa e preoccupato per l’accaduto.
Secondo le prime ricostruzioni, l’alpinista, che stava guidando la cordata, si è staccato dai primi metri della via, prima ancora di poter assicurarsi con il primo rinvio.
La caduta, innescata da cause ancora in fase di accertamento – che potrebbero includere fattori legati alle condizioni tecniche della via, a una perdita di aderenza, o a una combinazione di elementi – lo ha visto precipitare per una significativa distanza, circa quindici metri, impattando violentemente contro la roccia e proseguendo la traiettoria in una discesa controllata nel fitto bosco sottostante.
La tempestività dell’intervento dei soccorsi è stata cruciale.
Sette operatori altamente specializzati della stazione Trento-Monte Bondone del Soccorso alpino si sono prontamente mobilitati e si sono recati sul luogo dell’incidente.
Data la conformazione del terreno e l’altezza della parete, l’evacuazione dell’alpinista ferito si è rivelata particolarmente complessa, richiedendo l’impiego di una verricello per sollevare in sicurezza l’uomo dalla base della parete.
Nonostante i evidenti politraumi riportati durante la caduta, l’alpinista è rimasto cosciente durante l’intero processo di soccorso.
La decisione di trasportarlo in elicottero all’ospedale di Trento è stata presa per garantire le migliori condizioni possibili per le cure immediate e per minimizzare i tempi di trasferimento verso una struttura ospedaliera attrezzata.
L’incidente sottolinea, ancora una volta, i rischi intrinseci dell’alpinismo e l’importanza di una preparazione tecnica impeccabile, un’attenta valutazione delle condizioni ambientali e un’adeguata gestione delle situazioni di emergenza, oltre che la prontezza e l’efficienza dei soccorritori alpini.









