Le recenti e dolorose notizie dall’Iran gettano un’ombra pesante, amplificate dalla frammentarietà delle informazioni disponibili e dalla conseguente incertezza che ne deriva.
La tragica perdita di Amir Ali Latifi, stimato membro dello staff della Mezzaluna Rossa Iraniana, e le ferite riportate da altri cinque colleghi durante il servizio nella provincia di Gillan, rappresentano un macigno per l’intera comunità umanitaria.
Come ha sottolineato il Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, questi eventi non sono semplici episodi isolati, ma segnali preoccupanti di una deriva pericolosa nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
La Mezzaluna Rossa Iraniana, come la Croce Rossa Italiana e il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), si trova a operare in un contesto sempre più complesso e rischioso, spesso in aree teatro di conflitti armati o di disordini civili.
Il prezzo pagato da queste organizzazioni, con vite umane spezzate e feriti, è un monito severo e inaccettabile.
La perdita di personale del CICR, in particolare, evidenzia la crescente vulnerabilità di chi si dedica all’assistenza dei più vulnerabili.
È fondamentale ribadire un principio cardine: gli operatori umanitari, i medici, i soccorritori, non sono belligeranti.
La loro missione è quella di alleviare la sofferenza, di fornire aiuto a chi ne ha bisogno, prescindendo da qualsiasi affiliazione politica o militare.
Questa funzione essenziale è sancita da 161 anni di Convenzioni di Ginevra, un quadro giuridico internazionale che dovrebbe garantire la loro protezione e il libero svolgimento delle loro attività.
L’attuale situazione globale, segnata da conflitti prolungati e da un crescente disprezzo per le norme del diritto umanitario, rischia di erodere questo principio fondamentale.
L’attacco contro infrastrutture civili, come scuole, monumenti, ospedali e centrali elettriche, come tragicamente accaduto tra Ucraina e Russia, con conseguente privazione di servizi essenziali a intere città, costituisce una violazione grave e inaccettabile del diritto bellico.
La Croce Rossa chiede con forza di poter continuare a svolgere il suo ruolo, un ruolo che per decenni è stato considerato un dato di fatto, un’attività garantita.
Tuttavia, in diverse aree del mondo, le organizzazioni umanitarie si trovano ad affrontare ostacoli crescenti, limitazioni ingiustificate e attacchi diretti.
La protezione degli operatori umanitari e il rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario non sono solo un imperativo morale, ma anche una condizione essenziale per garantire l’accesso all’aiuto per le popolazioni in difficoltà.
Il silenzio e l’inerzia di fronte a queste violazioni non sono un’opzione percorribile.










