Il progetto LocAzione, dopo tre anni di intensa attività, ha rappresentato un tassello fondamentale nel complesso mosaico delle politiche abitative trentine, gestendo un flusso considerevole di oltre 860 richieste di alloggio e offrendo un rifugio concreto a quasi 600 persone provenienti da sette diverse nazioni.
L’iniziativa, sostenuta da una rete di 68 proprietari (con un bacino di oltre 130 potenziali collaboratori) ha permesso la stipula di 57 mediazioni di successo, distribuite tra Trento (25) e Rovereto (19), con una media degli affitti pari a 550 euro.
Questo modello, focalizzato principalmente sulla mediazione sociale, si prepara ora a evolvere e a lasciare il testimone alla Fondazione Trentino Abitare, un’entità nata proprio come naturale prosecuzione del lavoro svolto.
La Fondazione, promossa da Atas Onlus, l’Alveare e co-finanziata da un ampio partenariato che include l’Associazione Artigiani e piccole imprese del Trentino, Arcobaleno cooperativa sociale e Movitrento, si configura come un’organizzazione con una visione più ampia e una capacità operativa più strutturata.
L’adesione dei Comuni di Trento, Rovereto, Riva, Pergine, Arco, Borgo e Mori, unitamente al coinvolgimento della Comunità Alto Garda e Ledro, evidenzia l’importanza strategica riconosciuta a questo nuovo soggetto nell’affrontare le sfide abitative del territorio.
A differenza di LocAzione, che si è focalizzata prevalentemente sulla funzione di ponte tra domanda e offerta, la Fondazione Trentino Abitare si prefigge di assumere una gestione diretta degli immobili, implementando un approccio più proattivo e capillare.
Il già significativo numero di sei contratti di locazione e sublocazione stipulati a partire da giugno ne costituisce una prima, incoraggiante testimonianza.
Un elemento cruciale per garantire la sostenibilità e l’efficacia dell’azione della Fondazione sarà il Comitato Tecnico-Scientifico, che avrà il compito di monitorare l’evoluzione dei bisogni abitativi e di fornire indicazioni strategiche per l’allocazione delle risorse.
Questo organismo, composto da esperti del settore, sarà fondamentale per adattare l’offerta abitativa alle mutevoli esigenze della popolazione.
L’assessora alle politiche sociali del Comune di Trento, Giulia Casonato, ha messo in luce la necessità di intervenire su una “zona grigia” di famiglie lavoratrici che, pur avendo un impiego stabile, si trovano nell’impossibilità di reperire un alloggio adeguato.
Questa problematica, confermata dalla vicesindaca di Riva del Garda, Barbara Angelini, che ha evidenziato come la questione abitativa sia una priorità per una quota significativa dei cittadini, sottolinea la complessità del fenomeno e l’urgenza di soluzioni innovative ed efficaci.
Si tratta di un problema che va oltre la semplice assistenza ai nuclei familiari più vulnerabili e che impatta direttamente sulla qualità della vita e sulla stabilità sociale di una parte sempre più ampia della popolazione.
La Fondazione Trentino Abitare si propone dunque come risposta concreta a questa necessità, puntando a costruire un sistema abitativo più equo, accessibile e resiliente per l’intera comunità trentina.









