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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

Trentino: un modello di sostenibilità e accessibilità nella spesa farmaceuticaIl Rapporto sull'uso dei farmaci in Trentino per il 2024 delinea un sistema sanitario provinciale...
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Trentino, modello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani.

Il Trentino si conferma un baluardo nazionale nella gestione integrata dei rifiuti urbani, un modello di sostenibilità che trascende la mera raccolta differenziata. Legambiente, attraverso il "Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025", attesta un livello di virtuosismo ambientale diffuso, con...

Incidente sull’Autostrada del Brennero: Uomo Gravemente Ferito

Un grave incidente stradale ha interrotto il traffico sull'autostrada del Brennero, in corrispondenza dell'area di Chiusa, generando ripercussioni significative sulla viabilità e lasciando un uomo con ferite di seria entità. La dinamica, verificatasi nelle prime ore della mattinata, ha...

Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

L’approvazione al Senato della riforma dello Statuto Speciale di Autonomia per il Trentino-Alto Adige/Südtirol rappresenta una pietra miliare nel percorso storico di questa regione, un...
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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

Il dibattito sulla riforma dello Statuto delle Province Autonome di Trento e Bolzano si consolida in un momento cruciale, segnando una tappa...

Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

La riforma statutaria del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha compiuto un passo significativo con l'approvazione in secondo grado al Senato della legge costituzionale che ne ridisegna...

Lupi in Alta Val Venosta: Equilibrio Fragile tra Natura ed Economia

La decisione del presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, di autorizzare la rimozione selettiva di due esemplari di lupo nell’Alta Val Venosta rappresenta un atto complesso, frutto di un bilanciamento delicato tra esigenze di tutela della fauna selvatica e la salvaguardia delle attività economiche locali, in particolare l’allevamento.
L’atto, sancito in conformità con la legge provinciale 10/2023, si radica in un quadro di crescenti tensioni tra uomo e fauna, acuite da cambiamenti climatici e da pratiche di gestione del territorio che hanno alterato gli equilibri ecologici preesistenti.
I dati presentati dalla Provincia evidenziano una situazione di conflitto particolarmente pressante.

I trentuno attacchi al bestiame documentati tra maggio e luglio 2025, sebbene inferiori ai quarantidue della stagione alpestre precedente, rappresentano comunque un impatto significativo per le comunità montane.
Questi attacchi non sono meri eventi isolati, ma riflettono una pressione crescente esercitata dalle popolazioni di lupi, le cui abitudini alimentari si adattano a sfruttare risorse sempre più limitate, innescando un circolo vizioso di competizione con l’allevamento tradizionale.

Le malghe colpite, dichiarate zone di protezione dei pascoli, testimoniano la vulnerabilità del territorio e la necessità di interventi mirati.

Sebbene gli allevatori abbiano implementato misure protettive, l’efficacia di queste si è dimostrata insufficiente a prevenire completamente le perdite.

La decisione di procedere con la rimozione di due esemplari non è stata presa alla leggera.

Ha recepito il parere positivo sia dell’Osservatorio faunistico provinciale che dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), enti di riferimento per la gestione sostenibile della fauna selvatica.

Il parere di Ispra, in particolare, sottolinea la necessità di valutare l’impatto delle popolazioni di lupi sull’economia locale e la possibilità di adottare misure di mitigazione del conflitto.
La legge provinciale 10/2023 fornisce un quadro legale che consente interventi mirati per la gestione delle specie selvatiche, riconoscendo la necessità di conciliare la conservazione della biodiversità con le esigenze delle comunità locali.
L’incarico al Corpo forestale provinciale per l’esecuzione del prelievo sottolinea l’importanza di un approccio professionale e responsabile.
Il lasso di tempo di 60 giorni imposto per la validità dell’autorizzazione introduce un elemento di urgenza, ma anche di necessità di monitoraggio costante della situazione.
L’intervento, seppur limitato a due esemplari, deve essere interpretato come un segnale di attenzione verso le problematiche locali e come un punto di partenza per la definizione di strategie di gestione del lupo più efficaci e partecipate, che coinvolgano tutte le parti interessate: allevatori, ambientalisti, istituzioni e ricercatori, al fine di promuovere una convivenza più armoniosa e sostenibile nel territorio alpino.
L’azione deve essere intesa non come una rinuncia alla tutela del lupo, ma come un tentativo di trovare un equilibrio dinamico e adattabile alle sfide del presente.

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