L’ambizione di restituire la libertà di movimento a chi l’ha perduta si concretizza nell’inedito progetto “Beyond Human Potential”, un’audace sperimentazione medico-sportiva in atto sulle nevi dell’Alpe Cimbra, a Folgaria.
Al centro di questa impresa innovativa c’è Michel Roccati, un atleta che ha affrontato la sfida imposta da un incidente che lo ha privato della mobilità degli arti inferiori.
Lungi dall’accettare una limitazione, Roccati si appresta a riscrivere i confini del possibile, grazie a una tecnologia rivoluzionaria che mira a ripristinare la connessione tra cervello e muscoli, senza l’ausilio di esoscheletri.
Il progetto, presentato con grande risonanza alla fiera Prowinter 2026 di Bolzano, un punto di riferimento per l’industria montana invernale, si configura come un’intersezione tra neuroscienze, ingegneria biomedica e sport di performance.
L’ausilio tecnico, frutto dell’ingegno di Nordica, si basa sull’applicazione mirata di impulsi elettrici, capaci di stimolare la contrazione muscolare e di bypassare la compromissione delle vie nervose conseguente alla lesione spinale.
Accanto a Roccati, a guidarlo in questa complessa avventura, figura Tommaso Balasso, una figura di spicco nel panorama paralimpico.
La sua ventennale esperienza, che include un curriculum sportivo straordinario come guida di Gianmaria Dal Maistro (5 medaglie paralimpiche, tra cui l’oro a Torino 2006 e 3 Coppe del Mondo), si trasforma ora in un impegno concreto verso l’inclusione e un impegno a favorire l’espansione delle capacità individuali.
L’innovazione di “Beyond Human Potential” va oltre.
L’unione di elettrostimolazione e un’interfaccia uomo-macchina altamente sofisticata si apre a nuove frontiere.
L’impianto di elettrodi spinali non è fine a se stesso, bensì parte integrante di un ecosistema tecnologico che integra sensori avanzati, algoritmi di apprendimento automatico e sistemi di neuromodulazione, tutti concepiti per adattarsi in tempo reale alle necessità dell’atleta.
Questa tecnologia si pone l’obiettivo di decodificare l’intenzione motoria di Roccati, traducendola in comandi precisi per la stimolazione muscolare, consentendogli di controllare il movimento in modo intuitivo e progressivamente autonomo.
Il progetto, per la sua natura pionieristica, non si limita a esplorare nuove possibilità per gli atleti disabili, ma promette di generare un impatto significativo nella ricerca sulla riabilitazione neurologica e nel campo delle interfacce cervello-macchina, aprendo prospettive di miglioramento della qualità della vita per milioni di persone affette da patologie neurologiche che compromettono la mobilità.








