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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Orsa investita in Trentino: tragedia e accuse di negligenza

Nella notte scorsa, un tragico evento ha interrotto la quiete del Trentino: un’orsa, femmina di età presumibilmente compresa tra i tre e i cinque anni, è stata coinvolta in un incidente stradale sulla strada provinciale 239, in prossimità di Borzago.

L’impatto con un veicolo ha causato lesioni significative all’animale, che, spaventata e dolorante, si è allontanata verso un campo di mais adiacente, rendendo l’intervento immediato particolarmente complesso.

La situazione, caratterizzata dalla necessità di salvaguardare sia il benessere dell’orsa che la sicurezza del personale intervenuto, ha imposto una decisione operativa delicata: la sedazione chimica, resa possibile grazie all’impiego dell’autoscala dei Vigili del fuoco volontari, un supporto logistico essenziale per raggiungere l’animale in sicurezza.

Il veterinario responsabile ha immediatamente riscontrato una pluralità di traumi, escludendo categoricamente la possibilità di un rilascio immediato nel suo habitat naturale.
L’orsa è stata quindi trasportata al Centro faunistico di Casteller, un’istituzione specializzata nella cura e riabilitazione di fauna selvatica.

Qui, un team di esperti procederà con esami clinici approfonditi, mirati a determinare l’entità delle lesioni e a definire un protocollo terapeutico preciso e personalizzato.
La valutazione clinica sarà cruciale per stabilire le prospettive di recupero e il futuro dell’orsa, che potrebbe comportare un lungo percorso di riabilitazione e, eventualmente, un reinserimento controllato nel suo ambiente originario.
L’episodio, purtroppo, non è un evento isolato.

L’Enpa di Rovereto, con veemenza, sottolinea come si tratti di una tragica ricorrenza, frutto di una gestione inadeguata del territorio e di una cronica mancanza di misure di sicurezza stradale dedicate alla fauna selvatica.

L’associazione denuncia una responsabilità collettiva, rimproverando alla Provincia autonoma di Trento una prolungata inazione nonostante ripetute sollecitazioni e proposte concrete.
La richiesta di realizzare opere infrastrutturali, come sottopassi e sovrappassi dedicati agli animali selvatici, non è più una semplice istanza, ma un imperativo etico e una necessità improrogabile.
La sicurezza degli animali, la tutela della biodiversità e la salvaguardia della vita umana devono essere considerate priorità assolute.
L’incidente odierno è un campanello d’allarme che non può essere ignorato, un monito a ripensare urgentemente le politiche di gestione del territorio e a investire in soluzioni innovative e sostenibili per garantire una coesistenza pacifica tra uomo e natura.
La tragedia di quest’orsa rappresenta, in definitiva, un’occasione imperdibile per riflettere sul nostro rapporto con il mondo selvatico e per agire concretamente per un futuro più sicuro e rispettoso di tutte le forme di vita.

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