Il passaggio all’implementazione delle nuove normative europee sull’armonizzazione del monitoraggio delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nell’acqua potabile ha innescato un’azione concreta da parte dell’Asuit, la struttura sanitaria provinciale del Trentino.
Quest’ultima ha annunciato il completamento della prima fase di un ambizioso studio biologico, denominato Itinere, coinvolgendo un campione rappresentativo di 97 cittadini trentini di età compresa tra i 18 e i 39 anni.
Questo progetto non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un quadro più ampio di ricerca collaborativa.
È infatti un’estensione sul territorio provinciale dello studio nazionale sui contaminanti ambientali, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Il progetto si articola all’interno del programma europeo Parc, un’iniziativa di biomonitoraggio umano che mira a definire valori di riferimento per una vasta gamma di inquinanti ambientali.
La sua finalità principale va oltre la mera quantificazione della presenza di sostanze chimiche: si propone di costruire una base di dati robusta e comparabile a livello territoriale, essenziale per identificare gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili e per valutare l’efficacia delle politiche di mitigazione dell’inquinamento.
La scelta del campione è strategicamente rilevante.
La popolazione residente nell’area di Trento Nord, in prossimità del tracciato del bypass ferroviario – un’area storicamente soggetta a preoccupazioni ambientali – rappresenta un focus specifico del monitoraggio.
L’Asuit ha selezionato 46 partecipanti residenti a Trento e 51 a Villa Lagarina, attraverso una procedura basata sui registri anagrafici comunali.
La raccolta dei dati biologici ha incluso prelievi di sangue, cruciali per la rilevazione di una vasta gamma di contaminanti di interesse sanitario, che spaziano dai bisfenoli ai diossicini, dai ftalati ai metalli pesanti, dai pesticidi alle PFAS stesse.
Parallelamente alla raccolta dei campioni biologici, è stato somministrato un questionario dettagliato sullo stile di vita dei partecipanti.
Questo aspetto è fondamentale per contestualizzare i risultati analitici, tenendo conto di fattori comportamentali e ambientali che possono influenzare l’esposizione a sostanze chimiche.
L’indagine è ora entrata nella fase cruciale di analisi dei campioni e valutazione dei risultati, affidata all’expertise dell’Istituto Superiore di Sanità.
L’elaborazione dei dati richiederà tempo e competenze specialistiche.
Si prevede che i risultati complessivi, aggregati e anonimizzati, saranno resi pubblici entro la fine del 2027, contribuendo a una comprensione più approfondita del quadro di contaminazione ambientale nel Trentino e fornendo informazioni preziose per orientare le politiche di tutela della salute pubblica.
Contemporaneamente, i singoli partecipanti, che ne faranno richiesta, riceveranno comunicazione riservata dei risultati individuali, consentendo loro di adottare misure preventive e di monitorare la propria salute.
L’iniziativa Itinere rappresenta un impegno concreto e trasparente verso la protezione della salute dei cittadini trentini, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di benessere sociale.

