L’Alto Adige si appresta a ridisegnare il suo sistema di Polizia Locale, con l’obiettivo di elevare il servizio a un modello di eccellenza integrato nel tessuto sociale e operativo della regione.
L’Assessora provinciale alla Sicurezza e Prevenzione della Violenza, Ulli Mair, ha presentato la nuova legge, nata dalla necessità di superare i limiti di una normativa datata 1993, in una riunione online con i sindaci, delineando una visione ambiziosa e focalizzata sull’evoluzione delle sfide legate alla sicurezza pubblica.
La riforma non si limita a un aggiornamento tecnologico o all’aumento del personale, ma mira a una trasformazione profonda, valorizzando le peculiarità e le competenze specifiche del contesto altoatesino, spesso sottoutilizzate rispetto ad altre realtà italiane.
Si intende, infatti, che la Polizia Locale non sia un semplice strumento di applicazione delle leggi, bensì un elemento chiave per la coesione sociale, il dialogo con la comunità e la prevenzione dei fenomeni di devianza.
Il cuore della nuova legge risiede in un approccio olistico, che coniuga l’incremento qualitativo e quantitativo delle risorse umane con un’attenzione particolare alla loro formazione specializzata.
Si punta a sviluppare figure professionali polivalenti, capaci di operare efficacemente in un contesto multiculturale e bilingue, padroneggiando non solo le tecniche investigative e di controllo, ma anche le dinamiche sociali e le metodologie di mediazione.
L’aggiornamento delle attrezzature, dai sistemi di comunicazione alle tecnologie di analisi dei dati, è un tassello fondamentale per garantire un servizio efficiente e reattivo.
Un elemento distintivo della riforma è la promozione di una forte collaborazione tra i Comuni, incentivando la creazione di consorzi e la gestione condivisa dei servizi.
La Provincia si impegna a fornire un sistema di finanziamento mirato a sostenere questa collaborazione volontaria, agevolando anche l’istituzione della Polizia Locale in quei Comuni che attualmente ne sono privi.
Si riconosce, infatti, che la sinergia tra le forze dell’ordine locali e quelle provinciali, nonché con altre agenzie di sicurezza, è essenziale per affrontare efficacemente le nuove sfide, come la criminalità transfrontaliera, il traffico illegale e la gestione delle emergenze.
Il disegno di legge, ora al vaglio del Consiglio dei Comuni, rappresenta un investimento strategico per il futuro della sicurezza in Alto Adige, un impegno concreto per garantire ai cittadini un servizio di prossimità, efficace e rispettoso delle loro esigenze.
Dominik Oberstaller, presidente del Consorzio dei Comuni, ha espresso la sua fiducia nell’impatto positivo di questa riforma, sottolineando come il finanziamento incentivante della Provincia possa contribuire a rafforzare il personale e migliorare la qualità del servizio, consolidando la sicurezza e la qualità della vita per tutti i residenti.
La nuova Polizia Locale altoatesina si configura, quindi, come un pilastro fondamentale per la tutela della sicurezza e della coesione sociale nella regione.









