Nel cuore della Val Venosta, a Glorenza, si è consumata una tragedia inattesa, strappando la giovane vita a Leon Moser, un diciannovenne di Tubre.
La notte scorsa, verso le tre, un evento apparentemente innocuo si è trasformato in un destino ineluttabile, lasciando una comunità sotto shock e sollevando interrogativi sulla sicurezza del patrimonio artistico locale.
Leon, in compagnia di amici, si trovava a passeggiare per il centro storico di Glorenza, un gioiello medievale noto per la sua atmosfera suggestiva e le sue fontane artistiche.
Il suo sguardo, come quello di molti visitatori, è stato attratto dalla maestosa fontana di Piazza Municipio, ornata da una statua di bronzo di notevoli dimensioni, circa due metri di altezza, imponente nel suo posizionamento su una piattaforma rialzata.
Per ragioni ancora da chiarire, il giovane ha deciso di arrampicarsi sulla fontana, un gesto che, con conseguenze devastanti, si è rivelato fatale.
La struttura metallica, presumibilmente compromessa da agenti atmosferici, corrosione o difetti strutturali non precedentemente rilevati, ha improvvisamente ceduto sotto il peso del ragazzo.
La caduta della statua, complice la sua mole e l’angolo di impatto, ha provocato lesioni incompatibili con la vita.
L’intervento dei soccorsi, prontamente allertati, si è rivelato purtroppo inutile.
La Croce Bianca e i Carabinieri hanno tentato, senza successo, di rianimare il giovane, ma Leon Moser è deceduto sul posto, vittima di un incidente che ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tra i suoi amici.
L’evento ha immediatamente innescato un’indagine approfondita da parte delle autorità competenti.
Gli esperti sono al lavoro per accertare le cause del cedimento della statua, analizzando la composizione del bronzo, lo stato di conservazione della struttura, la qualità delle opere di manutenzione eseguite nel corso degli anni e, non ultimo, la possibile presenza di sollecitazioni esterne non prevedibili.
Questa tragica vicenda solleva questioni cruciali riguardanti la sicurezza delle opere d’arte pubblica, la necessità di controlli periodici più rigorosi e la responsabilità nella gestione e conservazione del patrimonio culturale.
L’episodio evidenzia, inoltre, la fragilità di monumenti spesso esposti agli agenti atmosferici e all’usura del tempo, e la necessità di sensibilizzare il pubblico, in particolare i giovani, rispetto ai rischi connessi all’interazione con opere d’arte, invitando ad un comportamento responsabile e rispettoso del patrimonio artistico e storico.
La comunità di Glorenza è ora chiamata a confrontarsi con il dolore e a cercare risposte, sperando che questa tragedia possa servire da monito per il futuro.









