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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Trentino, modello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani.

Il Trentino si conferma un baluardo nazionale nella gestione integrata dei rifiuti urbani, un modello di sostenibilità che trascende la mera raccolta differenziata. Legambiente, attraverso il "Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025", attesta un livello di virtuosismo ambientale diffuso, con...

Incidente sull’Autostrada del Brennero: Uomo Gravemente Ferito

Un grave incidente stradale ha interrotto il traffico sull'autostrada del Brennero, in corrispondenza dell'area di Chiusa, generando ripercussioni significative sulla viabilità e lasciando un uomo con ferite di seria entità. La dinamica, verificatasi nelle prime ore della mattinata, ha...

Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

L’approvazione al Senato della riforma dello Statuto Speciale di Autonomia per il Trentino-Alto Adige/Südtirol rappresenta una pietra miliare nel percorso storico di questa regione, un...
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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

Il dibattito sulla riforma dello Statuto delle Province Autonome di Trento e Bolzano si consolida in un momento cruciale, segnando una tappa...

Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

La riforma statutaria del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha compiuto un passo significativo con l'approvazione in secondo grado al Senato della legge costituzionale che ne ridisegna...

Tragico incidente in Trentino: cacciatore perde la vita sul Monte Gazza

Un tragico evento ha scosso la comunità trentina, concludendosi in una morte improvvisa e inaspettata sulle pendici del massiccio del Monte Gazza.

Un uomo di trentasette anni, appassionato cacciatore, ha perso la vita in un incidente durante una battuta di caccia in montagna, in un’area impervia situata tra la Cima Canfedin e il Monte Gazza, in prossimità del sentiero 610 che conduce al Passo di San Giacomo, partendo da Covelo di Terlago.
La dinamica dell’accaduto, ricostruita dalle testimonianze dei compagni di caccia, suggerisce una serie di fattori convergenti che hanno portato alla sfortunata conclusione.

Durante la ricerca di selvaggina, i tre cacciatori si sono separati, una pratica comune in queste attività, al fine di ampliare la zona di ricerca e ottimizzare le possibilità di successo.

La perdita di contatto radio con l’uomo, in seguito a una segnalazione tardiva, ha immediatamente destato preoccupazione nei compagni, innescando una corsa contro il tempo per ritrovarlo.

La difficoltà del terreno, aggravata dalla recente pioggia che aveva reso il versante scivoloso e instabile, ha presumibilmente contribuito alla caduta dell’uomo in un profondo canale roccioso.
La discesa, per alcune centinaia di metri, è stata fatale.

La richiesta di soccorso, prontamente inviata al Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo l’undicesima ora, ha attivato un complesso meccanismo di risposta che ha coinvolto diverse squadre di soccorritori e mezzi specializzati.
La Centrale Unica di Emergenza ha coordinato l’intervento dell’elicottero, cruciale per raggiungere la zona impervia e recuperare la vittima.
Contemporaneamente, un’équipe della Stazione di Trento Monte Bondone del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, affiancata da altri due soccorritori della Stazione di Molveno, si è prontamente preparata per intervenire a terra.

Il team è stato imbarcato sull’elicottero, e una volta raggiunta l’area dell’incidente, è stato verricellato sul terreno.
Il medico di elisoccorso, intervenuto con urgenza, ha dovuto constatarne il decesso.

Dopo l’ottenimento del nulla osta da parte delle autorità competenti, le operazioni di recupero della salma si sono rivelate delicate e complesse.
I due soccorritori della Stazione di Molveno hanno collaborato attivamente per imbarcare il corpo, riposto con dignità, sull’elicottero.
Nel frattempo, erano stati prelevati dal velivolo e trasportati in quota per assistere nelle operazioni di recupero.

Il corpo è stato elitrasportato al campo sportivo di Terlago, dove ad attenderlo erano presenti i Carabinieri di Vallelaghi e i Vigili del Fuoco Volontari, testimoni silenziosi di un lutto che ha colpito la comunità montana.
L’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza nelle attività di caccia in montagna, evidenziando la necessità di una pianificazione accurata, l’adozione di equipaggiamenti adeguati e una comunicazione efficace tra i partecipanti.

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